Juventus, Spalletti vara il 3-5-2: il rischio è... fare un assist a Conte
TMWLa Juventus cambia pelle proprio nel momento più delicato. Con il Rennes, oggi in Europa League, Luciano Spalletti è pronto a varare il 3-5-2, con Randal Kolo Muani e Nick Woltemade insieme dal primo minuto. La scelta ha una sua logica immediata: entrambi rendono meglio con un compagno vicino e la Juve, reduce da settimane complicate, ha bisogno di trovare una nuova solidità. Pare sia anche una richiesta della squadra. Sul lungo periodo, però, i dubbi non mancano, e non sono relativi solo a una rosa piena di esterni offensivi o un centrocampo che, per caratteristiche e numero di interpreti, non sembra costruito per giocare stabilmente a tre.
Quel modulo porta inevitabilmente a Conte
C’è poi un curioso effetto collaterale. Il 3-5-2 è il sistema che più di ogni altro viene associato ad Antonio Conte, inevitabilmente evocato ogni volta che la panchina bianconera comincia a traballare. Sarebbe comunque semplicistico ridurre l’ex tecnico del Napoli a un solo spartito: in azzurro, per esempio, ha utilizzato a lungo anche la difesa a quattro, passando dal 4-3-3 al 4-2-3-1 e adattando il sistema agli uomini a disposizione. Semmai il paradosso è che Spalletti, cercando una soluzione per consolidare la propria posizione, rischia di avvicinare tatticamente la Juventus all’allenatore che una parte della piazza vorrebbe al suo posto.
La Juve non pensa a Conte. Lo United sì
Al momento, però, Conte non è un candidato della proprietà bianconera. La Juventus continua a puntare su Spalletti e Giovanni Carnevali ha già chiarito di non aver mai preso in considerazione un suo avvicendamento con l’ex capitano e allenatore juventino, che la proprietà continua a vedere come il fumo negli occhi. Certo, il futuro può cambiare in fretta. Alla finestra c’è il Manchester United, con Michael Carrick sotto pressione anche dopo la partita di ieri a Como. Mentre per Spalletti il 3-5-2 deve essere soprattutto un modo per tornare a vincere.






