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Gli errori tecnici di Allegri e quelli fatti sul mercato evidenziati dalla manita Real. Il tempo stringe. Borriello? Stia dov'è. Intanto van Bommel congela un obiettivo di mercato: ecco perché

autore
Pietro Mazzara
per Milannews.it
lunedì 13 agosto 2012, 00:00Editoriale
autore Pietro Mazzara
13.08.2012 00:00Editoriale
Studio Buzzi
Studio Buzzi

Una sfuriata pesante, nei toni e nelle parole, che non può non aver lasciato il segno. Poi una telefonata per ritrovare l’unità d’intenti sancita il 22 maggio 2010 prima che l’Audi aziendale entrasse dentro il cancello della villa di Arcore di Silvio Berlusconi. Adriano Galliani e Massimiliano Allegri sono stati i protagonisti delle ultime vicende di casa Milan con la sconfitta patita contro il Real Madrid che non è andata giù all’amministratore delegato rossonero e che l’allenatore ha etichettato come una: “Batosta salutare”. Nonostante ciò, l’errore dell’allenatore nel match con gli spagnoli di sconvolgere la squadra che nel primo tempo aveva retto e bene la pressione del Real è da matita rossa e da non ripetere. Ma questa sconfitta ha mostrato quella differenza che lo stesso Galliani ha evidenziato. Questo Milan non è all’altezza delle grandi d’Europa. E’ innegabile, incensurabile e oggettivo come dato. E il mercato fin qui condotto non ha fatto altro che ampliare tale sensazione. Si perché Bakaye Traoré si è perso nei meandri dello spogliatoio e da la sensazione di essere davanti a un Taiwo-bis, Gabriel all’Olimpiade è stato protagonista di un torneo non felice avendo sul groppone almeno il primo gol del Messico nella finale, Constant è in fase di rodaggio. Acerbi e Montolivo sono stati tra i più positivi mentre Pazzagli Jr. alimenta i rimpianti, per quello che fa vedere in campo e in allenamento, per il tesseramento da extracomunitario di Gabriel. Fino a questo momento, il mercato rossonero non può essere valutato positivamente, soprattutto in mezzo se si pensa che la Fiorentina, non una potenza del calcio mondiale e non con un budget enorme a disposizione, ha tesserato per la sua mediana Aquilani, Borja Valero e Mati Fernandez. Un mercato che, almeno sulla carta, è nettamente superiore a quello rossonero. Inoltre ci sono enormi difficoltà nell’individuare la punta che possa sostituire Zlatan Ibrahimovic.

Ribadisco da questo spazio quello che ho già detto nei giorni scorsi: no al ritorno di Marco Borriello al Milan. Se n’è voluto andare per andare a vincere a Roma, guadagna 4 milioni di euro all’anno (troppi per un giocatore come lui) e la piazza milanista lo odia a morte. No, grazie davvero ma preferisco puntare su Ganz e Petagna piuttosto che su chi non ha dimostrato un minimo di riconoscenza verso la squadra che lo ha fatto crescere e rendere giocatore. L’altro nome caldo, o presunto tale, è quello di Alessandro Matri. Situazione intricata e di non facile risoluzione perché se la Juventus non vende nessuno, Matri non lascia Torino. E allora chi prendere? I nomi latitano, la volontà di non spendere troppi soldi è nota, conosciuta e, ahinoi, consolidata nel management del Milan che rischia di chiudere al 31 agosto una campagna acquisti che non raggiunge la sufficienza nel momento in cui scriviamo. Galliani dovrà stringere i tempi e tirare fuori dal cilindro almeno due-tre colpi che possano completare la rosa anche perché, al momento, il Milan sul mercato ha speso 4,4 milioni di euro rispettivamente per la metà di Acerbi e il prestito di Zapata mentre, come già spiegato, i 10 milioni di El Shaarawy sono tali sono in maniera fittizia visto che Merkel è stato ceduto al Genoa per la stessa cifra. La fine dei posti da extracomunitario chiude agli arrivi dei vari Tevez, Dzeko e Damiao e costringe il Milan a guardare a punte comunitarie. Ma con quale budget? Si parla di circa 20 milioni a disposizione di Galliani per chiudere due colpi. Ad oggi, gli obiettivi rossoneri risultano essere più misteriosi rispetto ai segreti della Madonna di Fatima. Di Kakà si è detto tanto nei giorni scorsi. Se il Madrid non molla sul prezzo, Ricardo resta nella Liga.

Intanto ritorna in auge, però per il 2013, un nome che il Milan ha trattato in questa finestra di mercato ovvero quello di Kevin Strootman. Giocatore che servirebbe come il pane in questo momento ma che Mark van Bommel svezzerà con dovizia di particolari in quel di Eindhoven. E’ stato lo stesso Generale, circa un mese fa, a fare una confidenza a un ex compagno di squadra che gli chiedeva informazioni su Strootman dove MVB avrebbe risposto: “Quest’anno ci gioco io insieme. Poi lo mando a Milanello”. Il Milan e il PSV hanno un accordo di massima. Vedremo se si concretizzerà. Ma parlare di futuro, oggi, sa quasi di presa in giro al tifoso e al lettore che si appresta a finire di leggere questo editoriale la cui conclusione si ricollega all’inizio dello stesso. Adriano Galliani dovrà inventarsi qualcosa di impensabile in questo momento. Due trattative per la punta e per il centrocampista che mancano per consegnare una squadra completa, a livello numerico, in vista della stagione che sta per accendere i motori. E dovrà fare dei bei colpi perché in quella sfuriata contro Allegri dopo il Real Madrid forse, un po’ di colpe, le ha anche lui.

per Milannews.it

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