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Il Milan alla ricerca di vittorie per ripartire su tutti i fronti. Mercato compreso

autore
Giulia Polloli
per Milannews.it
sabato 20 ottobre 2012, 00:00Milanello in rosa
autore Giulia Polloli
20.10.2012 00:00Milanello in rosa

Questa sera il Milan scende in campo, le dichiarazioni di ieri ci fanno capire che l’ingresso degli uomini di Allegri all’Olimpico non sarà certo al trotto. Il Milan vuole dimostrare di avere più ambizione nelle gambe, di aver raccolto troppo poco finora in classifica, di poter risalire la china senza peraltro sognare in grande. L’obiettività non è stata persa, la situazione in classifica al momento non consente di poter programmare grandi colpi di scena, ma non si sa mai, nel calcio siamo stati abituati a ricevere sorprese su ogni campo per via di quel famoso detto: “la palla è rotonda” che sembra poter spiegare tutto.
La faccia rilassata di Allegri non deve stupire, si ragiona alla giornata anche dopo aver incassato la fiducia di società e giocatori. Fino a che il campo non svelerà le sue nuove sentenze, anche Allegri potrà star tranquillamente a suo agio sul banco degli imputati. Non troverà certo una comoda poltrona su cui potersi adagiare, ma anche una sedia barcollante in questo momento può essere migliorata.
Ritorna a disposizione del tecnico toscano Pato, visto come il Messia in questo punto di stanca della stagione rossonera. Si era fermato Robinho e ora dunque si cerca la fantasia verdeoro altrove, anche se si dovrà attendere il corso della partita perché difficilmente l’attaccante rossonero potrà iniziare la gara da titolare. Non tanto per questione di gerarchie assodate, quando per condizioni che ancora non possono essere considerate quelle ottimali. Nonostante la sgambata con la Primavera e le partitelle a Milanello, le condizioni di Pato per ciò che riguarda il ritmo partita sono ancora tutte da valutare. Allegri è ottimista, soprattutto quando si parla di possibili corsi e ricorsi storici: “La mia sensazione è che stia bene e che sarà un rientro diverso rispetto all’ultima volta”.
Forse l’entrata a gioco in corso è la cosa migliore per mettere alla prova convinzione, nervi e muscoli del “Godot” che tutti attendono, per ora invano.
Sarà dunque Pazzini, stando a ciò che ci ha paventato Allegri, ad avere la meglio sui compagni e non è detto che sia proprio lui il determinante terminale offensivo a cui il Milan potrà affidarsi in quell’eventuale cambio di modulo paventato nei giorni scorsi. I problemi di forma e continuità di Boateng contestuali alla splendida prestazione di Montolivo in Nazionale nel ruolo di trequartista, hanno fatto accendere una metaforica lampadina nella testa del tecnico rossonero. Se da una parte allegri difende l’operato di Boateng, consapevole delle sue enormi potenzialità, dall’altra è normale che sottolinei anche la prestazione eccelsa di Montolivo in Nazionale, anche se il tecnico livornese sminuisce l’importanza del ruolo, rivestito in azzurro, rispetto alla prestazione. Un colpo al cerchio e un colpo alla botte, si dice in questi casi, ma è giusto che un allenatore preservi il morale dei suoi giocatori senza sbilanciarsi troppo su scelte e correttivi futuri.

Di fatto sembra che il Milan possa essere proiettato verso un tridente alle spalle di Pazzini, molto presumibilmente formato da Montolivo, Boateng ed El Shaarawy. Alle loro spalle De Jong e Nocerino dovranno fare da diga: questo in teoria potrebbe mettere un freno alla propulsione di Nocerino, chiamato in un ruolo forse più alla Gattuso rispetto alle velleità della scorsa stagione che l’avevano registrato tra i migliori goleador rossoneri.
Anche in difesa Allegri non svela completamente le sue scelte. Sembra essere Bonera l’unico perno su cui orchestrare il resto del modulo. Forse Acerbi o magari Yepes ad affiancarlo con Abate proiettato verso la sua fascia prediletta e il ballottaggio tra Antonini e la rivelazione De Sciglio. Dubbi leciti in vista del prossimo impegno di Champions contro il Malaga. Il fatto di essere attardati in campionato non può giustificare lo sperpero di energie utili invece per il raggiungimento dell’obiettivo minimo stagionale, ovvero passare la fase a gironi di Champions e provare a portarsi verso i quarti. In questo momento dunque è la competizione europea a riscuotere il maggiore interesse in via Turati. Le motivazioni sono sia economiche che di puro prestigio, anche se nessuno si sbilancia verso sogni impossibili da realizzare. Eppure per l’Europa potrebbe far comodo un bell’intervento nel mercato invernale. Risanati i bilanci, consolidata una buona posizione nelle classifiche, il Milan non si proietterà verso spese folli, ma ci saranno sicuramente investimenti oculati da poter fare. Si guarda ai giovani, si scremano le varie ipotesi. Lo scorso anno in questo periodo si affacciava l’ipotesi di investire su Eriksen, talento che sembrava essere sbocciato nelle fila dell’Aijax ma che nella prestazione con la sua Nazionale ha lasciato, mesi dopo, un po’ a desiderare. Si ritorna in competizione su Strootman, il cui ingaggio però non equivale ad un pugno di noccioline e in effetti si vociferava di poter arrivare al centrocampista mediante il sacrificio di Boateng. Al Milan ora serve un innesto di valore per reparto per potersi dire competitivo in Europa, e per rimanere al sicuro in campionato, ma le disponibilità economiche lasciano presagire voli pindarici disattesi, salvati magari in extremis dall’abilità di Galliani, ancora e sempre il numero uno in questo delicato campo quando bisogna fare miracoli.

per Milannews.it

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