Altro che svolta, il Milan precipita...
Davide Bin
Dopo un avvio equilibrato di partita, il minuto venticinque della sfida fra Lazio e Milan è l'emblema di questo avvio di stagione rossonero, in cui ci sono errori, lacune e problemi ma, dobbiamo ammetterlo, gira anche tutto storto: il primo tiro in porta della Lazio viene deviato da Bonera e diventa imparabile per Amelia, portando in vantaggio la Lazio; il Milan reagisce dopo pochi secondi ma il tiro a colpo sicuro di El Shaarawy viene deviato miracolosamente in angolo da Dias a Bizzarri battuto e il difensore biancoceleste esulta come se avesse segnato un gol, a dimostrazione dell'importanza del suo gesto. In pochi secondi si capisce che il Milan ha molte colpe ma è anche tanto sfortunato e conferma la legge secondo cui se una cosa può andare male sicuramente lo farà; intendiamoci, non è che fino al momento di andare sfortunatamente in svantaggio i rossoneri avessero combinato granchè, ma almeno avevano provato a fare la partita e sembravano potessero giocare alla pari contro la Lazio, terza forza del campionato italiano e, quindi, ampiamente favorita contro una squadra in crisi di risultati. Dopo la mazzata del gol subito su un tiro deviato è arrivata la seconda legnata sotto forma di tiro "della domenica" di Candreva che si è insaccato all'incrocio lasciando esterrefatto Amelia e con lui tutti i tifosi rossoneri, perchè se un giocatore del Milan avesse tentato una giocata del genere il pallone si sarebbe perso nella stratosfera e, invece, contro i rossoneri gli avversari azzeccano anche le giocate più complicate e strabilianti. Con questo non voglio trovare alibi che non ci sono: il Milan è stato ben poca cosa per un tempo abbondante, si è trovato sotto di tre reti, ha rischiato il clamoroso tracollo e l'umiliazione e ha avuto il solo merito di reagire anche in una situazione disperata, anche se ha chiuso la stalla quando i buoi erano già scappati e i due gol di De Jong e El Shaarawy sono serviti solo a rendere meno amara una sconfitta che deve preoccupare, perchè non solo non si è vista la tanto attesa svolta, ma c'è stato un regresso sul piano del gioco, dopo la buona prestazione nel derby e ancora una volta i tanti cambi di modulo e formazione effettuati da Allegri non hanno certo aiutato la squadra a trovare certezze e sicurezze, perchè in ogni reparto mancano automatismi e schemi precisi che rendano più efficace un gioco troppo balbettante per poter consentire di ottenere risultati positivi.
Allegri vara un Milan senza più senatori, perchè Ambrosini e Abbiati sono rimasti a casa infortunati e la vecchia guardia risulta azzerata: Bonera capitano, quindi, con il gladiatore Yepes al suo fianco; Abate e Antonini completano la difesa, mentre a centrocampo si rivede Nocerino insieme a De Jong e Montolivo; in attacco Boateng è il trequartista alle spalle di El Shaarawy e Pazzini. L'Olimpico mostra un bel colpo d'occhio, perchè la Lazio è terza in classifica, è squadra solida e competitiva e sta esaltando la sua tifoseria; tutt'altro umore fra i tifosi rossoneri, ma il settore ospiti è pieno e la Curva Sud si fa sentire, dimostrando di essere vicina alla squadra in un momento delicatissimo e ciò le fa onore, perchè è nel momento del bisogno che si vedono i veri tifosi, cioè quelli che continuano a cantare e sostenere la squadra anche sotto di tre gol, invece di contestare, fischiare e abbandonare la nave che affonda, perchè questo Milan sta proprio affondando...
L'inizio di partita è abbastanza confortante, perchè il Milan prova a fare la partita più della Lazio e mostra una buona personalità, da squadra che pur fra mille problemi vuole cercare di tornare grande proprio al cospetto di una grande di questo campionato, perchè questo dice la classifica in queste prime giornate. Per più di metà tempo i due portieri vivono tranquilli e non devono certo sfoderare miracoli, poi arriva l'episodio che sblocca la situazione e il risultato e, ovviamente, è un episodio sfortunato per il Milan, perchè Hernanes fa una bella giocata al limite dell'area, ma è indubbio che è la deviazione di Bonera a rendere imparabile la traiettoria del suo tiro. Milan in svantaggio senza nemmeno accorgersene e dopo pochi secondi l'urlo del gol dell'immediato pareggio viene strozzato in gola da Dias che salva in scivolata su un tiro di El Shaarawy a Bizzarri già battuto. Gira tutto storto al Milan, che inevitabilmente si deprime, fatica ad abbozzare una reazione decente contro una Lazio che concede pochissimo (giusto un po' di spazio alle incursioni di Antonini) e sferra il colpo del K.O. sotto forma di missile terra-aria scagliato da Candreva che sorprende Amelia, troppo fuori dai pali. Si va al riposo con il Milan sotto di due reti e la sensazione è che la partita sia già finita, perchè una squadra che fatica moltissimo a segnare dovrebbe realizzare due reti ad una difesa apparsa solida e ben organizzata.
Allegri non si arrende e inserisce Emanuelson al posto di un impalpabile Boateng; l'olandese è pimpante e prova a creare qualche problema alla Lazio, ma arriva il gol del 3-0 che dimostra l'assoluta inadeguatezza della difesa rossonera, letteralmente devastata da un cross di Candreva che Klose può appoggiare in rete comodamente perchè Bonera fa un inspiegabile movimento verso il centro dell'area invece di guardarsi alle spalle e Abate non si sa nemmeno dove sia. Partita assolutamente chiusa e il rischio ora è addirittura quello della goleada; invece il Milan non molla, mostra almeno un po' di orgoglio e una reazione che fa onore ai giocatori; Allegri gioca anche la carta Pato al posto di Nocerino, la Lazio si rilassa e si deconcentra e arrivano anche un po' di cross al centro dell'area che permettono finalmente a Pazzini di mettersi in evidenza. L'uomo della riscossa è sicuramente Emanuelson, vivace e propositivo e da una sua punizione tagliata arriva l'impercettibile deviazione di De Jong che segna il gol della speranza. Il Milan ci crede, la Lazio si spaventa e arretra ed El Shaarawy alimenta la speranza con un altro bel gol, anche se c'è la complicità di Bizzarri, sorpreso e poco reattivo. Mancano ancora più di dieci minuti e ora bisogna crederci; anche dallo spicchio di stadio occupato dai tifosi rossoneri arrivano cori sempre più forti che danno coraggio alla squadra e Allegri gioca la carta della disperazione inserendo anche Bojan al posto di Antonini; avanti tutta, anche se questa mossa costringe Emanuelson ad arretrare nella posizione di terzino sinistro e non sembra una grande idea, visto che l'olandese stava creando seri problemi agli avversari partendo da destra e da posizione più avanzata. Insomma un'altra sostituzione cervellotica di Allegri che dimostra che anche lui a volte perde un po' di lucidità e razionalità come i suoi ragazzi in campo e, infatti, il Milan, pur proseguendo nell'assalto che assomiglia sempre più ad un assedio, non riesce più a rendersi partisolarmente pericoloso nonostante la quantità industriale di punte in campo e inevitabilmente arriva un'altra sconfitta, dolorosa e preoccupante.
Ora la situazione è davvero critica: la classifica dice che ormai il Milan è vicino alla zona retrocessione e non potrebbe essere altrimenti dopo cinque sconfitte in otto partite, roba che non si vedeva da circa settant'anni e ciò la dice lunga sulla gravità del momento. Come si diceva alla vigilia, Allegri ha molte attenuanti, ma comincia ad avere anche qualche grossa responsabilità, perchè non si capisce ancora quale sia la coppia di centrali titolari di questa squadra, non si sa bene quale sia lo schema a centrocampo e si fatica a capire se l'allenatore preferisca giocare senza un vero centravanti o con un punto di riferimento là davanti. Sarebbe il caso di fare delle scelte definitive, qualunque esse siano: scegliere una coppia centrale e farle giocare una serie di partite consecutive, in modo da trovare sintonia, affiatamento, sincronismi e automatismi; decidere se giocare con i due mediani, il rombo o chissà quale altro schema a centrocampo ma lasciarlo fisso e immutato in modo da evitare crisi di disorientamento fra i giocatori e anche in questo reparto bisognerebbe scegliere interpreti il più possibile fissi e confermati di partita in partita; trovare la migliore soluzione in attacco, invece di alternare giocatori e soluzioni offensive, perchè un conto è puntare su un attacco agile e senza punti di riferimento giocando con palla bassa e in velocità, un altro è mettere un centravanti che va rifornito con cross e traversoni. Insomma il Milan sembra ancora un cantiere aperto, ma siamo già all'ottava giornata e la situazione sta precipitando, così come la squadra in classifica; Allegri voleva la svolta nello stadio dove si regalò e regalò a tutti i tifosi lo scudetto e, invece, è arrivata un'altra sconfitta e ripartire è sempre più duro e complicato, nonostante l'otimismo di facciata. Le uniche cose positive della triste serata dell'Olimpico sono il rientro di Pato e la reazione d'orgoglio nel momento più difficile, cioè sotto di tre gol e a partita virtualmente chiusa; un pareggio in queste condizioni sarebbe stata una colossale iniezione di fiducia, invece l'impresa è stata solo sfiorata e si torna da Roma depressi, sfiduciati e, soprattutto, senza certezze per il futuro e questa è la cosa che preoccupa di più in questo momento così triste e negativo della storia rossonera.


