Impossibile farne a meno
Matteo Calcagni
Urby Emanuelson, certamente uno dei migliori del Milan pre-sosta, ieri si è accomodato in panchina. Massimiliano Allegri gli ha anteposto Nocerino, sebbene l'azzurro non abbia quasi mai convinto in questo primo scorcio stagionale. Col punteggio ormai compromesso, il tecnico toscano ha deciso di invertire rotta, inserendo l'olandese nella ripresa al posto di un evanescente Boateng. I risultati si sono subito visti, con l'orange che ha creato scompiglio ed innumerevoli apprensioni alla fascia sinistra laziale. Non è un caso che la rete di De Jong sia arrivata proprio da un calcio di punizione dell'ex Ajax, mai banale nel proporre lanci e cross ai compagni di squadra. Rinunciare ad Emanuelson, in questo momento, appare un esercizio quantomeno sconveniente, se pensiamo allo stato di forma di coloro che gli sono stati preferiti.
Poi c'è la solita questione del modulo. Se il rombo non funziona più, mancando qualità in fase di costruzione (Thiago Silva e Ibrahimovic), l'unica via alternativa è allargare il gioco sulle corsie laterali. Il ventiseienne di Amsterdam è un perfetto interprete per il 4-2-3-1, così come El Shaarawy, assolutamente devastante quando parte dalla sinistra. Se si vorrà provare a svoltare bisognerà staccare completamente col passato, affidandosi agli uomini più utili al contesto rossonero attuale. Serve grinta, determinazione e spirito di sacrificio: caratteristiche che, in questo momento, contano di più rispetto ai curriculum e ai fasti precedenti. Emanuelson non sarà stato un titolare inamovibile nelle ultime due stagioni, ma a questo punto è impossibile farne a meno.


