Ex riserve ora titolari
Stefano Maraviglia
Il Milan che cambia nei nomi, nella struttura, nel gioco e nella classifica, tutto è una conseguenza del passaggio precedente. Trovare il bandolo della matassa non è certamente facile, la squadra non è da retrocessione, ma se i punti sono quelli segnati nello score, un motivo deve pur esserci. Tanti, troppi errori commessi: in sede di calciomercato, da chi con un budget pari a zero, si è trovato a dover rimpiazzare dei fuoriclasse, in campo, dagli interpreti e in panchina, da chi ha la responsabilità di dirigere ed effettuare delle scelte. Nessuno può chiamarsi fuori dalla critica, tutti devono accettare il giudizio severo del campo, dei tifosi e degli addetti ai lavori. In casa Milan nessuno può nascondersi, la posizione in campionato inchioda uno per uno, chi finora ha fatto meno di quanto richiestogli o, nelle sue possibilità.
Una risposta la si potrebbe trovare anche a questa sorta di quesito: gran parte dei giocatori che ieri erano ottime riserve, ora sono titolari, soprattutto in quei reparti che diventano nevralgici. Senza voler additare nessuno in particolare degli effettivi rossoneri, basti pensare ai trascorsi di Daniele Bonera e Mario Yepes, così come quelli di Luca Antonini, nonchè Giampaolo Pazzini, giocatori affidabili, ma chiamati a ricoprire un ruolo (quello di titolare), in una stagione che già sulla carta si annunciava difficilissima. Giocatori affidabili, ma che negli ultimi anni in rossonero o nelle proprie squadre d'appartenenza, non hanno ricoperto un ruolo primario, senza pensare che chi ha lasciato loro il posto, per qualità individuali, era di un altro pianeta (Thiago Silva e Zlatan Ibrahimovic su tutti). Nessuna accusa al singolo, anzi, massimo rispetto per chi si è fatto sempre trovare pronto, ma che giustamente, può accusare dei passaggi a vuoto, dovuti anche alla precarietà di un'ossatura, ancora da centrare e da un modulo che cambia, sempre e solo a danno compiuto e aggravato. Lavorare, lavorare, lavorare, il diktat a Milanello dev'essere solo uno.


