Arriva il secondo mea culpa di Allegri
Antonio Vitiello
“Nel primo tempo abbiamo giocato male, peggio che con la Lazio, ma giochiamo una volta ogni tre giorni. Non ho indovinato la formazione nel primo tempo”. Ancora una volta Massimiliano Allegri è stato costretto a rivedere le sue idee a fine partita, analizzando a mente fredda le scelte poco felici fatte in quel di Palermo. Una soluzione che sarebbe potuta costare carissimo al Milan, salvato solo da una reazione di grande orgoglio nel finale di gara. Ma il primo tempo ancora una volta è stato completamente regalato agli avversari, così come successe con la Lazio. Il problema dell'approccio alla gara e del posizionamento degli uomini in campo diviene ancora una volta determinante per le partite del Milan di quest'anno. Allegri ha ammesso di aver sbagliato lo scacchiere iniziale “non indovinando” gli undici iniziali. Ma non è la prima volta che l'allenatore livornese fa mea culpa a fine match spiegando le ragioni delle sue scelte.
Era già successo dopo la brutta debacle di Roma, Allegri prima di partire per Malaga ammise che Boateng non poteva giocare da trequartista e probabilmente non lo era mai stato. Un errore di valutazione, l'ennesimo del tecnico ex Cagliari. Nel giro di due settimane il mister toscano è stato costretto due volte ad arrendersi di fronte all'evidenza dei fatti, numeri e scelte parlano troppo chiaramente per essere negati. Anche per questo le responsabilità di un Milan quasi privo di qualità vanno anche ad un allenatore che ci mette del suo per complicare le cose con soluzioni anche inspiegabili. I primi 50 minuti da incubo giocati al “Barbera” non sono piaciuti nemmeno al presidente Silvio Berlusconi che ha telefonato direttamente il tecnico per confessargli tutta la sua delusione. Allegri vive costantemente sulla graticola e i suoi errori sono anche frutto di una condizione psicologica non facile. Vivere sotto pressione induce all'errore ma allenatore il Milan comporta anche questo.


