Il Milan e i miti del passato: lo choc non è ancora superato
Antonio Vitiello
Sono trascorsi ormai due mesi dall'inizio del campionato ma il Milan e milanisti non hanno ancora superato lo choc di essersi separati dai loro campioni, trovando difficoltà nell'affrontare il presente. I rossoneri sono ancora troppo legati al passato e ai loro protagonisti per compiere un passo nel vuoto così astruso e per certi versi spaventoso. Per il Milan si tratta dell'anno zero (o dell'anno uno per dirla alla Galliani) e tutto ciò che è stato un tempo bisognerebbe accantonarlo per guardare con occhi diversi il presente e soprattutto il futuro. E' un avvenire troppo doloroso e scarno di prospettive, così il Milan e milanisti rivolgono ancora lo sguardo all'indietro, con la speranza di aggrapparsi ad una certezza che non c'è più.
Ciclicamente vengono accostati nomi del passato recente, come se la soluzione dei mali del Milan fosse risolvibile facendo un passo indietro. Le voci su Ibrahimovic, l'idea di un ritorno di Gattuso sulla panchina al posto di Allegri, il richiamo oltreoceano di Alessandro Nesta per salvare una squadra in difficoltà, il fantasma costante di Inzaghi per la guida tecnica, il rientro di Kakà, sono tutte immagini di un Milan ancora troppo legato al passato glorioso, difficile da lasciare andare via.
L'addio ai senatori e a campioni che hanno fatto la storia in questo ultimo decennio è stato traumatico per tutto l'ambiente, ed ora ci si sente quasi soli a combattere qualcosa di troppo grande per le attuali potenzialità dei rossoneri. La soluzione, non facile, è quella di provare a staccarsi dai miti del passato e finalmente affrontare la realtà prendendo coscienza del fatto che non arriverà nessun eroe a salvare il Milan dal buio attuale.


