Sempre più Caravaggio: bentornata qualità
Emiliano Cuppone
Nel Milan 2.0, quello sempre più di Stephan El Shaarawy, le note positive sono poche, ma alcune significative. Sicuramente fra queste c’è Riccardo Montolivo, arrivato a parametro zero dalla Fiorentina e divenuto sempre più pedina fondamentale per Massimiliano Allegri.
Il Monto, maglia numero 18, personalità da vendere ed una maturità dettata dalla fascia da capitano indossata alla Fiorentina e dalla maglia azzurra portata con orgoglio per 39 volte sin qui. Il Caravaggio rossonero era stato accolto con una certa indifferenza, come accade spesso a chi arriva da “svincolato”, ma ha dimostrato quanto la sua sia stata un’operazione di altro profilo in un mercato povero di soddisfazioni per il diavolo. Giocatore di qualità e d’ordine, è il perno di un centrocampo che sembra aver ritrovato finalmente piedi buoni ed un po’ di fantasia.
Non è un regista puro Montolivo, giocasse a Football Americano sarebbe quello che si definisce un quarterback corridore, un po’ come il compianto Steve McNair, un playmaker capace d’impostare l’azione e servire i compagni che non avrà avuto il tocco vellutato di Troy Aikman (il Pirlo dell’Nfl per intederci), ma impavido e capace di tuffarsi puntualmente fra le linee avversarie a testa bassa, realizzando il record di corsa per un quarterback in un Superbowl, con 64 yards di corsa palla in mano nel 2000.
Lasciando la palla ovale e tornando al calcio ed a Montolivo, il ragazzo sta dimostrando ogni partita di più di aver preso in mano le redini di questo Milan ancora tutto da decifrare. Fa girare il pallone Riccardo, si abbassa a raccoglierlo dai difensori e lo traghetta sino all’area di rigore con la personalità di chi si sente leader vero in mezzo al campo. A lui si affida Massimiliano Allegri ed a lui si attacca una squadra che necessita di geometrie e qualità, di trascinatori, giocatori capaci di risollevare le sorti della manovra rossonera, apparsa troppo spesso improvvisata. A Palermo è arrivato il primo gol, ci era andato vicino a ripetizione fra Parma ed il derby (in realtà nella stracittadina l’avrebbe anche trovato, ma non rigiriamo il dito nella piaga), la speranza è che non sia l’ultimo, che sia l’inizio di un tragitto che possa portare Montolivo alla definitiva consacrazione ed il Milan ad una rapida rinascita.
Aspetta di entrare nell’Olimpo dei grandi il ragazzo di Caravaggio, ha ribadito di non essersi pentito della scelta fatta la scorsa estate quando approdò al Milan, dopo un Europeo da protagonista con la maglia azzurra cerca conferme alla sua crescita professionale con la maglia del diavolo già contro il Chievo.


