Ritorna la parola magica
Matteo Calcagni
Le parole di Adriano Galliani, rilasciate ieri a "Sky Sport", hanno destato attenzione principalmente per la smentita sull'ipotizzato incontro col fratello di Guardiola. L'Amministratore Delegato ha però regalato un'importante dichiarazione, relativa ai futuri progetti del club rossonero: "Il Milan doveva abbassare il monte ingaggi e ceduti Thiago e Ibra non è più necessaria nessuna cessione, anzi faremo degli investimenti. Il problema non è il prezzo dei cartellini, ma quello degli ingaggi perché si parla sempre degli stipendi netti dei giocatori e mai di quelli lordi, cioè quanto costa a una società”. Sistemato il monte ingaggi a seguito delle cessioni eccellenti, il Milan potrà tornare ad investire in maniera più intensa. Se i top player resteranno un argomento tabù, vista l'inarrivibilità a livello di stipendio, il discorso si capovolgerà per quanto riguarda gli "acquisti intelligenti".
Nelle ultime due stagioni la dirigenza milanista non ha potuto operare con libertà, vista la pericolante situazione del bilancio societario: da qui i prestiti e i tanti giocatori presi a parametro zero, intramezzati solamente dalle acquisizioni a titolo definitivo di Boateng e Stephan El Shaarawy. Sistemati i conti, inseguire calciatori giovani e promettenti diverrà un'impresa meno utopica rispetto al recente passato: pensiamo ai vari Witsel, Strootman, Yanga Mbiwa, non arrivati per via dell'impossibilità di spendere determinate somme di denaro per i loro cartellini. Andare ad ingaggiare questa categoria di giovani, bravi e non ancora esplosi a livello assoluto, diventerà più agevole, rendendo quindi meno complicato il lavoro di Adriano Galliani. Ovviamente, in caso di investitori esterni, le cose potrebbero prendere una piega completamente diversa, ma già dal prossimo esercizio, a prescindere dai nuovi capitali, il Milan potrà finalmente muoversi con maggior potere d'acquisto.


