Berlusconi a Milanello, Balotelli e Sneijder sul mercato. Ecco gli step per tornare in alto
Giulia Polloli
La marcia di avvicinamento verso la gara di domenica contro il Torino, prevede la sosta del convoglio presidenziale a Milanello. Ormai Berlusconi ci ha preso gusto, o forse semplicemente la scaramanzia imperante nel mondo del pallone impone che ogni singolo momento venga ripetuto ad interim. Comunque, scaramanzia a parte, il Presidente arricchisce ogni volta i suoi ragazzi con aneddoti e storie, rinnova quel senso di appartenenza ad una grande famiglia, che è tipico dei colori rossoneri. La nuova "discesa in campo" di Berlusconi corrisponde, per il Milan, ad un sicuro passo in avanti sul mercato di gennaio. I rossoneri in questa prima parte di cammino, soprattutto in campionato, hanno dimostrato i vistosi limiti che devono essere colmati al più presto se, e il condizionale è d'obbligo in tempi di crisi, non si vuole ricordare questa stagione come tra le più difficili dell'epopea berlusconiana. E siccome la parola sconfitta non piace ai vertici rossoneri, ecco che il Milan si arma di pazienza per investire al meglio i proventi derivanti dalla qualificazione agli ottavi di Champions. La pazienza è dote rara e preziosa, il Milan l'ha scoperto l'anno scorso proprio in questo periodo, quando Galliani cercò di strappare al City le potenzialità di Tevez, che ormai era addirittura fuori rosa, ripudiato dal padre putativo Mancini. Ma chi ha seguito le vicende, ricorderà anche l'epilogo tragicomico vissuto da Galliani. Dopo le foto e le corse per convincere il giocatore, ad un passo dall'accordo ci fu il no. Complicato ovviamente dalla questione Pato, ormai dato per incedibile anche quest'anno. Il vago silenzio che regna sovrano ora su quelle che di certo diventeranno le telenovelas delle prossime settimane ci sembra quanto mai spettrale. I nomi caldi e pronti per essere sviscerati ed acquisiti in rossonero sono prevalentemente due: Balotelli e Sneijder. La cosa strana è che su entrambi si staglia l'ombra di Moratti, pronta a fermare la longa mano rossonera sui due talenti. Balotelli è in rotta con Mancini, esattamente come lo era lo scorso anno Tevez, la situazione già critica tra i due è aggravata dalla mancata qualificazione in Champions che quindi sottolinea l'abbondanza nel reparto offensivo del City. Balotelli ben si sposa con il progetto giovane in atto al Milan, il Presidente ha più volte sottolineato come i colpi di mercato a gennaio sarebbero stati mirati a rinfoltire la rosa di under 23. Balotelli dunque incarna tutte le caratteristiche richieste: giovane ma esperto, a un feeling speciale con i colori rossoneri, ha bisogno di essere domato, conosce alla perfezione il calcio italiano e soprattutto potrebbe formare al Milan il tandem offensivo azzurro, trovandosi quell'El Shaarawy delle meraviglie come compagno di reparto. Inoltre, cosa da non sottovalutare, Mario è appena diventato papà della piccola Pia e di certo la destinazione milanese potrebbe farlo ricongiungere al nucleo famigliare.
Ma non bisogna dimenticare che Moratti ha la prelazione sul destino del ragazzo, la clausola inserita nel contratto di vendita parla chiaro. Di certo Moratti non lascerà cadere la questione e alla prima occasione farà la voce grossa. In tutto questo si inserisce anche Sneijder. Seppur non più under, come richiesto dal presidente, il giocatore ormai emarginato all'Inter incarna quelle caratteristiche tattiche tanto care al gioco che piace a Berlusconi. Ha fantasia da vendere, motivazioni da ritrovare, il dente avvelenato contro l'Inter e la sua duttilità in campo potrebbe renderlo utile ai piani di Allegri. Ovviamente le sue caratteristiche poco si sposano con il canonico 4-3-3 scelto come top modulo, ma basta poco a modificare lo schieramento tattico per adeguarlo ad un giocatore di valore. In tutto questo ovviamente non bisogna scordarsi che il reparto che più necessita di intervento sembra essere quello difensivo. Seppur singolarmente i vari interpreti del modulo di Allegri abbiano fatto passi da gigante, soprattutto Zapata e Mexes, diventato ormai perno della difesa rossonera, nel complesso il centro nevralgico degli interventi di mercato dovrebbe essere proprio quello che riguarda un difensore centrale di spessore. Il Milan guarda sempre verso il granata Ogbonna, che proprio domenica dovrà difendere i pali di Gillet dalle incursioni rossonere. Però Ventura non sembra affatto disposto a rinunciare a gennaio ad uno di giocatori di maggior talento e soprattutto Cairo spara alto sul prezzo del cartellino. Di conseguenza visti gli impegni su altri fronti, il Milan dovrebbe temporeggiare almeno fino a giugno. Proprio in vista della gara contro il Torino Allegri dovrà fare i conti con l'assenza di Constant che aveva dato equilibrio alla fascia sinistra. Spazio dunque alla duttilità di De Sciglio e si ipotizza il rientro nei ranghi di Abate. L'assenza di Montolivo potrebbe far optare per lo schieramento di due mediani dietro il terzetto a sostegno dell'unica punta che, presumibilmente dovrebbe essere Pazzini. Quindi spazio anche per Bojan, vista la concomitante assenza per squalifica di Boateng. L'ex blaugrana ha dunque la possibilità di dimostrare ad Allegri che può far parte del progetto rossonero e che non deve essere inserito di fatto tra gli oggetti misteriosi presenti in quel di Milanello.


