Menu Serie ASerie BSerie CCalciomercatoCalcio EsteroFormazioniCalendariScommessePronostici
Eventi LiveCalciomercato H24MobileNetworkRedazioneContatti
Canali Serie A atalantabolognacagliaricomofiorentinafrosinonegenoainterjuventuslazioleccemilanmonzanapoliparmaromasassuolotorinoudinesevenezia
Canali altre squadre ascoliavellinobaribeneventocasertanacesenahellas veronalatinalivornomonzapalermoperugiapescarapordenonepotenzaregginasampdoriasassuolo
Altri canali calciomercatoserie bserie cchampions leaguefantacalciopodcaststatistichemondialimondiale per club

Paloschi: "El Shaarawy sta facendo grandi cose. Inzaghi un esempio e il più forte di sempre"

autore
Matteo Calcagni
Fonte: L'Arena.it
sabato 8 dicembre 2012, 20:20I ragazzi sono in giro
autore Matteo Calcagni
08.12.2012 20:20I ragazzi sono in giro
Giuseppe Celeste/Image Sport
Giuseppe Celeste/Image Sport

Alberto Paloschi, attaccante del Chievo in prestito dal Milan, è stato protagonista nell'ultima giornata di campionato con una tripletta al Genoa. Il ventiduenne bresciano ha rilasciato una lunga intervista a L'Arena, a cui ha parlato del suo momento dopo il lungo infortunio: "Ho passato un periodo un po' così. Arrivavo dalla preparazione. Stavo bene. Ma dopo due giorni a Peschiera c'è stata questa grossa distorsione. All'inizio non sentivo dolore, poi invece siamo dovuti andare a fare delle visite e ci hanno detto che c'erano rotti dei legamenti e la capsula. Sono stati tre mesi nei quali ho lavorato tantissimo. Ma oggi sto bene. E i tre gol di Genova penso siano il coronamento del lavoro fatto. Ti passano per la testa un sacco di cose. Abbiamo valutato bene dove operarmi e dove fare la fisioterapia. Chievo e Milan mi hanno lasciato andare da uno specialista di fiducia e hanno fatto in modo che io potessi star bene anche di testa. Li ringrazio per questo".

Spazio anche per parlare del suo idolo e modello Pippo Inzaghi, un attaccante che è riuscito a risorgere nonostante i guai fisici: "Inzaghi? Con tutti gli infortuni che ha avuto... Uno dei suoi punti di forza è stato quello di non mollare. Lui è un esempio per tutti. E per me uno che fa sempre gol e che ha questa forza di esserci sempre è un mito. Ricordo la mia prima partita allo stadio. L'ho visto segnare alla Juve con la maglia dell'Atalanta. Trovarmi poi, a un tratto, ad allenarmi con lui ed esordire nel Milan assieme a lui è stato un sogno. In allenamento? Impressionante. Ogni palla è un gol. Deve avere qualche calamita da qualche parte... Ma il punto di forza più evidente, che lo contraddistingue rispetto agli altri, è la capacità di saper leggere le situazioni prima. Lui ha sempre saputo dove andava la palla prima che gli arrivasse. E io cerco di imitarlo soprattutto lì". 


Paloschi ha parlato anche del suo momento e delle sue speranze per il presente: "Dopo gli infortuni, soprattutto l'ultimo, il mio carattere è cambiato. Prima stavo più attento al giudizio degli altri, oggi ho la consapevolezza che se si fanno bene le cose durante la settimana e si riesce a dare tutto in campo poi non devi dare conto a nessuno. Conta avere la coscienza a posto. Un attaccante spera sempre di segnare tanto. Poi va a stagioni. L'anno scorso magari delle tre palle-gol di Genova avrei segnato una volta sola. Come a Udine in Coppa... Col passare del tempo si matura. Già quest'anno, spero di arrivare in doppia cifra. In A non mi è mai capitato. Poi non so, il calcio è imprevedibile... Il sogno? Il sogno di tutti è la nazionale A. Tutti i bambini la sognano. Già da piccolo quando sentivo l'inno alla tv mi alzavo in piedi tenendo la mano sul petto. E lo cantavo".  

L'attaccante clivense ha avuto modo di ricordare la rete siglata all'esordio con il Milan contro il Siena: "Mi sento fortunato perché sono riuscito a fare gol subito col Milan e mi hanno dato fiducia e visibilità. Altri al mio posto sarebbero finiti in B o in C. Poi sono ripartito da una squadra di B, il Parma, costruita per vincere il campionato.  Quel giorno io speravo di fare un minuto... Certo non ti immagini di entrare a diciott'anni a San Siro e fare gol. Una sensazione incredibile. Anche il giorno dopo. Tutti i giornali parlavano di me, vedevo le mie immagini sui tg. Pareva irreale. Ma sono stato fortunato anche ad avere una famiglia che mi ha seguito ed è riuscita a tenermi coi piedi per terra. La bastonata se stai in alto può fare molto male. La fortuna? Bisogna avere anche... la fortuna di avere attorno le persone giuste. In famiglia mi hanno insegnato a vivere. E non sei tu a decidere dove nascere. Poi è normale che per arrivare qualche qualità la devi avere".  

Alberto ha parlato anche degli attaccanti più forti attualmente in Serie A, facendo anche il nome di un calciatore rossonero: "In A sta facendo cose incredibili El Shaarawy. E poi c'è Cavani, un altro che fa sempre gol. In qualsiasi momento. In assoluto, anche fuori dall'Italia, direi lui e Falcao. I bomber all time? Inzaghi resta il numero uno. Ha fatto gol in tutte le competizioni, soprattutto nei momenti decisivi, e ha vinto tutto il possibile... Devo ringraziarlo anche di un sacco di consigli che mi ha dato. È un idolo ma è anche un amico. Se ci sentiamo spesso? Mi ha chiamato anche sabato scorso. Tornava da Udine e mi chiedeva consigli su qualche ristorante a Verona".

Fonte: L'Arena.it

Altre notizie