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Matare il Toro per continuare a crescere

autore
Davide Bin
per Milannews.it
sabato 8 dicembre 2012, 17:44Vista dalla Curva
autore Davide Bin
08.12.2012 17:44Vista dalla Curva
Il Milan affronta la trasferta di Torino in casa dei granata con l'obiettivo di proseguire la striscia di risultati positivi in campionato e una vittoria sarebbe importantissima per lanciare la sfida al sestetto che sta davanti.
Alberto Lingria/PhotoViews
Alberto Lingria/PhotoViews

Archiviata in fretta la sconfitta contro lo Zenit in una partita totalmente ininfluente per le sorti della stagione rossonera (il destino in Champions era già scritto dalla partita di Bruxelles), il Milan si rituffa in campionato che fino a metà febbraio sarà il pensiero quasi esclusivo (il quasi è riferito alla Coppa Italia) della squadra di Allegri. Gli ultimi risultati positivi contro squadre di alta classifica hanno ridisegnato e migliorato la classifica del Milan, che ora è settimo e primo del gruppone che insegue le sei che stanno davanti con un buon margine (cinque punti fra Roma e Milan, l'unico vero "buco" in una classifica molto compressa davanti e dietro); è chiaro, però, che dopo aver buttato via tanti punti in avvio di stagione, ora bisogna correre e anche tanto in classifica, quindi bisogna tentare di vincere su qualunque campo, a cominciare dall'Olimpico di Torino, casa di un Toro ferito dal risultato del derby e che vorrà riscattarsi al cospetto di un Milan che ha qualche problemino di formazione e, quindi, non può riproporre la stessa squadra che si è comportata tanto bene nelle ultime settimane. Vincere è ancor più importante nella giornata in cui ci sono ben due scontri diretti fra quattro delle sei squadre che stanno davanti, con la concreta possibilità, quindi, di recuperare punti nei confronti di qualcuno e tentare più avanti di fare altri sorpassi, impossibili in questa giornata. Il fatto che ricominciamo a guardare avanti invece che alle spalle è già un sintomo dei progressi del Milan in questo periodo, contraddistinto da partite complicate, alcune quasi impossibili in teoria che, invece, sono state superate in scioltezza e con ottimi risultati da una squadra che ha ritrovato determinazione, grinta, autostima e fiducia. Merito delle visite presidenziali? Indubbiamente sì, viste le doti di grande motivatore del presidente Berlusconi, ma la sensazione è che si sia trattata anche di una coincidenza: la squadra era in progresso e stava per ritrovare gioco e risultati, ma è chiaro che sentire la vicinanza del primo tifoso dopo che egli stesso, come tanti altri tifosi rossoneri meno eccellenti, si era allontanato dalla squadra e non la seguiva più, ha avuto un effetto positivo dal punto di vista psicologico. In fondo quando in estate dicevo che la squadra era spaventata, depressa e intimorita dalle tante critiche ricevute, intendevo proprio questo, perchè sembrava che senza Ibrahimovic, Thiago Silva e i tanti senatori fosse crollato il mondo e che fossero rimasti in rosa solo una massa di imbranati e incapaci di ottenere risultati da Milan e questa profezia autoverificantesi dell'ambiente rossonero ha condizionato l'inizio di stagione e il rendimento di una squadra che ha creduto al clima di sfiducia che sentiva intorno a sè e si è adeguata, ottenendo i risultati previsti dai catastrofisti. In questo senso è stato importante, per non dire fondamentale, che il primo tifoso andasse, a nome e in rappresentanza di tutti i tifosi, a dire ai giocatori "Io credo in voi", "Noi crediamo in voi" e questa è stata probabilmente la svolta per una squadra comunque in sensibile crescita rispetto al disatroso inizio, anche se sempre a rischio di pericolose ricadute (vedi Milan-Fiorentina).

Comunque c'è sempre stato chi ha creduto in questa squadra, l'ha sostenuta, l'ha incitata sempre, comunque e dovunque, ovvero lo zoccolo duro della tifoseria, la Curva Sud, presente in casa e in trasferta, nella buona e nella cattiva sorte e proprio questi fedelissimi sentono anche un po' loro i risultati positivi di questo periodo, soprattutto una qualificazione agli ottavi di Champions League (addirittura con una giornata di anticipo) alla quale credevano davvero in pochi, visto che molti ipotizzavano un'umiliante eliminazione nella fase a gironi. Ora, però, non ci si può fermare a cullarsi sugli allori, perchè un settimo posto non è ancora una classifica da Milan e bisogna alimentarla e migliorarla con tante vittorie per provare a guadagnare qualche altra posizione; lo scudetto è un'utopia, un piazzamento europeo molto più realistico, magari con un occhiolino al terzo posto, ora lontano dieci punti ma fra un po' chissà...
Allegri ha promesso che a febbraio il Milan sarà molto più in alto e credergli non costa nulla, ma è chiaro che bisogna fare un bel filotto di vittorie, a cominciare da questa trasferta di Torino, la seconda consecutiva dopo quella di Catania; i granata rendono meglio in trasferta piuttosto che in casa, ma sono una squadra temibile e dal gioco particolare, in grado di mettere in difficoltà un Milan svagato e poco attento, cosa che accade soprattutto in avvio di partita; sono tanti i primi tempi letteralmente regalati agli avversari (ultimo proprio quello di Catania), che poi costringono a difficili rimonte non sempre riuscite: a Catania è andata bene per la prima volta, a Napoli e Palermo la rimonta è stata solo parziale, contro la Fiorentina e a Roma contro la Lazio non è riuscita nemmeno parzialmente, quindi sarebbe meglio vedere sempre il Milan ferocemente concentrato della splendida prestazione contro la Juve, anche se mi rendo conto che non è facile. Allegri ha trovato in queste ultime settimane la formazione più affidabile, ha scoperto che giocatori che sembravano oggetti misteriosi possono essere molto utili (Constant e De Jong) ha ritrovato elementi che sembravano lontani parenti di quelli ammirati nelle scorse stagioni (Boateng e Nocerino) e ha trovato nuovi leader come Montolivo, ormai da tutti definito capitan futuro. A Torino, però, alcuni di questi giocatori (Boateng squalificato, Montolivo e Constant acciaccati) mancheranno e con essi le certezze, gli automatismi e gli schemi che stavano funzionando: senza Montolivo e Boateng non sarà la stessa cosa, perchè in rosa ci saranno anche 32 elementi (troppi), ma alcuni "pezzi" sono unici e non sostituibili con giocatori che abbiano le stesse caratteristiche, ma ora c'è bisogno di continuità di risultati e bisogna farcela anche se si è in emergenza, perchè è troppo importante non fermarsi e poter sognare di tornare nell'alta classifica, dove il Milan merita di stare per blasone, storia e, perchè no, ultimamente anche per come gioca la squadra, capace di battere la capolista e bloccare a domicilio il Napoli attualmente secondo. Noi ci abbiamo sempre creduto, ora ci credono anche i giocatori; lottiamo insieme per arrivare sempre più in alto, quindi forza vecchio cuore rossonero, nella speranza che sia capace di battere più forte del "cuore Toro"! 

per Milannews.it

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