L'ascesa e la caduta: da fenomeno a reietto
Luca Guazzoni
15 milioni possono sembrare pochi. Specie se meno di un anno fa non si era chiusa una trattativa che di milioni ne avrebbe portati 35 e in dote in via Turati pure Carlos Tevez che per quanto sia una testa matta professionista resta comunque un giocatore di seconda fascia con raffiche verso la prima. Eppure la cifre che Adriano Galliani andrà a strappare al Corinthians è ben oltre ogni più rosea aspettattiva. Per la grana infortuni: visto che da 2 anni Pato è diventato più amico delle stampelle e dei macchinari per le risonanze magnetiche che del pallone. Per la svogliatezza che il Papero ha mostrato in più di un'occasione durante allenamenti e partite, quasi indolente in campo nel suo scorrimento lento. Per la sensazione che a Pato manchi qualcosa per poter ambire al ruolo di campione: non un fatto tecnico visto che il brasiliano va in rete come pochi e poteva contare su uno scatto da fare invidia anche al miglior Ronaldo (Cristiano o il fu Fenomeno, arrivato al terzo divorzio tra l'altro a 36 anni, record alla Liz Taylor), ma da un punto di vista mentale. Perchè nei quasi 5 anni di Milan non ha fatto un progresso che sia uno.
Impossibile per chi è arrivato nemmeno maggiorenne e si è potuto allenare con i più grandi: da Gattuso (un leader vero) a Seedorf (che spiga calcio anche agli zombie), da Nesta e Thiago (professionisti veri) a Ibra (carattere ruvido, ma sontuoso fuoriclasse).
L'esplosione di El Shaarawy ha poi fatto da miccia: perchè il Faraone, a differenza del Papero, apprende come una spugna e ha avuto un'esplosione verticale. Quello che ci si aspettava da Pato e che non ha avuto mai. E che mai avrà probabilmente. Perchè diamanti grezzi si nasce. Ma serve tanta etica del lavoro per smussare gli angoli e diventare una pietra di valore incalcolabile.


