Così non va. Arbitro a parte il Milan deve svoltare e qualche giocatore deve cambiare atteggiamento
Marilena Albergo
Quattro sconfitte, un pareggio e due vittorie. È questo lo score del Milan se si guarda al campionato. Ma anche la Champions ha regalato ancora poche emozioni: uno scialbo pareggio a San Siro con l'Anderlecht, e una vittoria, sudata, in Russia contro lo Zenit di Luciano Spalletti. Il Milan stenta a decollare, fa fatica e mostra pochi miglioramenti nella fase di gioco. Con l'Inter, nel derby, i rossoneri hanno preso il solito gol su palla inattiva, la solita pecca di questa squadra. Stramaccioni lo sapeva, e ha preparato la sua partita sulle debolezze di questo Milan. Poi la fortuna ha aiutato lui, Samuel e tutta l'Inter a vincere la partita, ma queste lacune dei rossoneri devono sparire. Allegri dovrà lavorarci e dovrà insistere anche sul gioco. Poche azioni importanti, poche occasioni da gol, solo tiri da fuori nella speranza di rimpalli fortunati. Montolivo ci ha provato in continuazione senza però ottenere nulla di importante. El Shaarawy, giustamente stanco, incide e costruisce poco, Bojan si dà da fare, e Pazzini non riesce forse ad entrare bene in partita.
Quello che però dà più fastidio ai tifosi rossoneri, è indubbiamente l'atteggiamento di Boateng. Ormai non è più lui. Poco reattivo e inconcludente, ma soprattutto troppo superficiale. Poteva essere il trascinatore del match, il 'big' che prende per mano la squadra, un po' come facevano i vari Seedorf, Kakà o Shevchenko. Ma di giocatori così, in questo Milan non ce ne sono, non se ne vede nemmeno l'ombra. Deve fare tutto Montolivo che probabilmente non ha ancora il carattere per essere un leader. Dalla panchina, il capitano Ambrosini sbraita e per questo si prende una giornata di squalifica. La motivazione è chiara: il numero 23 ha contestato platealmente una decisione arbitrale, uscendo dall'area tecnica ed entrando sul terreno di gioco. Arbitro a parte (che sicuramente ci ha messo del suo), il Milan non è una squadra che fa paura e che può lottare per i piani alti della classifica. Speriamo che Berlusconi se ne renda conto e che possa correre ai ripari al più presto.


