Boa per Strootman? Mesi fa sarebbero partiti cori oltraggiosi, oggi tutto sembra possibile
Giulia Polloli
Si ferma Robinho, proprio mentre Pato sembra poter tornare a dire la sua in campo. Fuori almeno dieci giorni, il che vuol dire che il Milan dovrà farne a meno sia in campionato, leggi Lazio, che in Champions contro il Malaga, squadra che dovrebbe rappresentare il crocevia della stagione europea rossonera.
Di obiettivi tangibili, di quelli che per intenderci possono portare un trofeo in via Turati, non ne parla più nessuno. Si cerca di barcamenarsi come si può in campionato, consapevoli della notevole distanza che separa il Milan dalla vetta della classifica, ma soprattutto si cerca di avanzare il più possibile in Champions almeno per avere le briciole dei premi a disposizione, utili per tornare sul mercato nella prossima stagione.
In questo momento di sosta forzata a causa degli impegni delle Nazionali per le qualificazioni ai Mondiali di Brasile 2014, qualcuno comincia a buttare l’occhio su talenti emergenti o vecchi sogni nel cassetto. Manca relativamente poco all’apertura della finestra di mercato invernale e il Milan sa di avere bisogno di qualche innesto. La dirigenza aveva sottolineato l’intervento in difesa, senza peraltro sbilanciarsi su nomi concreti: si parlava però di un giocatore importante, Braida così aveva lasciato intendere. Ora si mormora anche che per arrivare a Strootman, il Milan possa pensare di privarsi di Boateng. Se fino a qualche settimana fa l’ipotesi poteva sembrare quanto mai azzardata, se fino a qualche settimana fa chi sposava questa linea veniva additato come artefice di uno smantellamento completo della squadra a disposizione di Allegri, ora non si assiste più allo stesso clamore quando si parla dell’ipotetico addio di Prince Boateng. Sono cambiati gli equilibri tattici e Boateng fatica a trovare una reale e concreta collocazione nella squadra di Allegri. O meglio: forse il giocatore non vuole adeguarsi ad un ruolo diverso dal trequartista, per chissà quale motivo. Se rimangono indiscutibili le sue doti balistiche, lo stesso no può dirsi della sua utilità spiccia nell’economia del gioco rossonero. Manca là davanti un faro come Ibra che decretava la traiettoria di qualsiasi giocata. Manca la duttilità dello svedese che riusciva a rendere semplice anche la giocata più difficile.
Ora il Milan deve affidarsi alla velocità di inserimento di El Shaarawy e potrà, si spera già con la Lazio, affidare il peso del reparto avanzato al genio di Pato o alla fame di gol di Pazzini. O magari Allegri troverà il modo, o il modulo, per farli giocare tutti insieme, appassionatamente.
Tornando al grande assente in casa Milan, ovvero Ibrahimovic, nei giorni scorsi dal ritiro della sua nazionale le parole di Zlatan sono state una vera e propria apertura al ritorno in via Turati. “Impossibile” tuona Galliani di tutta risposta. Il Milan non si può sobbarcare uno stipendio come quello dello svedese, anche perché, altrimenti, non l’avrebbe concesso come agnello sacrificale al PSG di Carletto nostro.
Il nome dello svedese non è l’unico che ha raccolto le attenzioni di Galliani: la Nazionale a S.Siro e un concomitante incontro nel palazzo cittadino, hanno strappato ad Adriano dichiarazioni sibilline su Balotelli, che ben sappiamo essere uno dei giocatori prediletti dell’A.D. rossonero. Che al Milan Balotelli potrebbe rigare dritto, senza troppi giri di parole questo è il discorso, lo si sa da tempo. La società rossonera è specializzata nel redimere i peccatori che, volenti o nolenti, quando permangono in rossonero si trasformano da lupi in agnelli. Che Balotelli però possa essere davvero sul piatto della bilancia del prossimo mercato rossonero, questo appare più difficoltoso. Però, guarda caso, quando Galliani si sbilancia in esternazioni di questo genere, c’è sempre un motivo ben preciso. Ora il Milan torna a concentrarsi e a lavorare per arrivare con il coltello tra i denti alla sfida romana contro la Lazio. Seconda forza del campionato, rivelazione di questa stagione con un allenatore che in molti si chiedevano come potesse arrivare ad allenare nella serie A italiana. Allegri dovrà studiare ogni singola mossa, dovrà arginare giocatori potenti e cercare incursori per andare a sfregiare la rete biancazzurra, il Milan ha bisogno dei tre punti per risalire la china in classifica e per ritrovare il morale per la prossima sfida europea.


