Svolte tattiche in vista di Lazio e Malaga. Conta comunque di più la Champions!
Gaia Brunelli
Fiducia a tempo determinato. Fino a quando non si sa, ma di certo il crocevia che attende il Milan nelle prossime settimane sarà particolarmente importante. Galliani ha voluto ribadire il fatto di voler proseguire il rapporto con Allegri, comunque vada all’Olimpico sabato sera contro la Lazio. Gara difficile, forse proibitiva. Petkovic avrà a disposizione la miglior squadra possibile e dal punto di vista psicologico non c’è un solo bianoceleste che non creda di poter arrivare lontano quest’anno. Agli antipodi c’è il Milan, povero nell’animo e nella rosa. L’infermeria ha fatto registrare nuovi arrivi: Robinho con il solito problema muscolare e Abbiati per un’infezione alle vie respiratorie. E poi bisogna anche pensare all’impegno di coppa contro il Malaga di mercoledì sera con gli spagnoli che dominano il gruppo C con due successi su due gare. Però, se da un lato il campionato appare comunque ormai compromesso, il mancato arrivo agli ottavi di Champions League con un girone tra i più semplici, comporterebbe un vero disastro.
La sensazione dunque è che qualcosa in questa settimana dovrà pur succedere e magari per tentare di salvare panchina e squadra, Allegri potrebbe pure inventarsi un cambio tattico. Dopo aver assistito alle due gare della Nazionale, è emerso che Montolivo da “finto” trequartista funziona eccome. Considerando poi il momento di Boateng che dall’inizio non riesce a incidere come dovrebbe, il tecnico toscano potrebbe forse decidere di avanzare l’azzurro. Quindi un 4-2-3-1 con l’olandese e magari Noverino o Flamini davanti alla difesa, El Shaarawy, Montolivo e Bojan dietro all’unica punta Pazzini, se non dovesse riuscire a partire titolare Pato. Intanto però sarebbe già importante non continuare a guardare al passato, ma pensare piuttosto a quello che potrebbe essere il futuro di questa squadra. A dare una mano arrivano le parole di Ibrahimovic a smentire qualsiasi tipo di sentimento legato ai rossoneri: “Voglio vincere tutto il possibile al Psg. Non ho nessuna nostalgia, né del Milan né dell’Italia”. Frasi che non rimandato a un happy end, ma che comunque pongono la parola fine a quello che fu il Milan.


