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Milan, Pulisic: "In Europa è football. Ma se sento un accento americano, dico soccer"TUTTO mercato WEB
© foto di www.imagephotoagency.it
Oggi alle 16:27Serie A
di Simone Lorini

Milan, Pulisic: "In Europa è football. Ma se sento un accento americano, dico soccer"

Christian Pulisic, attaccante del Milan, è stato intervistato in esclusiva da Access Hollywood, noto programma televisivo statunitense: Abbiamo sentito il tuo italiano, è incredibile. Ma è vero che quando sei arrivato qua nel 2023 non lo conoscevi affatto? “Sì, un paio d’anni fa non sapevo neanche una parola in italiano. Ci sto lavorando. Non è ancora perfetto ma provo ad immergermi nella cultura e imparare la lingua. All’inizio comunque non avevo proprio idea di cosa mi dicessero… (sorride, ndr). Ma funziona così, impari strada facendo”. Visto che sono qua per le Olimpiadi Invernali c’è una frase in italiano che devo sapere? “Beh, di solito impari subito le parolacce (ride, ndr). Ma non te le insegnerò. Proviamo con un bel “Buongiorno” o un “Come stai?”. È un bel modo di cominciare”. Ho visto il video che ha pubblicato il Milan per celebrare le Olimpiadi, molto bello. Ma perché è “vietato” il cappuccino dopo le 11 del mattino? “Non so dirti il perché, devi chiederlo agli italiani (ride, ndr). Non ha senso per me. Non sono un grande bevitore di caffè quindi per me non è un problema, però effettivamente non gradiscono quando metti il latte nel caffè dopo una certa ora. Ci sono state un sacco di “tradizioni” italiane che ho dovuto imparare”. Tipo? “Non tagliare gli spaghetti con il coltello e andrà tutto bene”. Cosa fai per far sì che l’Italia ti faccia sentire a casa? “Non è che esco molto, sto molto a casa a fare “cose americane” come i sandwich burro d’arachidi e marmellata e parlare con la mia famiglia, cose semplici come queste che mi fanno sentire a casa in un certo senso”. Ora con il team USA qui per le Olimpiadi è come se un pezzo di casa tua sia qui… “È speciale, mi piace guardare i nostri atleti fantastici gareggiare. È divertente”. Sei al Milan dal 2023, un club così iconico… Qual è la tua cosa preferita qua? “Andare allo stadio e vedere i tifosi. Vincere in casa, segnare, sentirli esultare urlando il tuo nome e supportare la squadra… Non c’è niente di paragonabile. Quasi ottantamila persone che urlano, farne parte ogni settimana è speciale”. I tifosi ti amano: “Amano davvero il Milan, lo apprezzo molto”. Tra poco uscirà anche il tuo libro… “Sono in un punto della mia carriera, con il Mondiale alle porte, in cui penso che può essere una bella spinta per il calcio nel nostro paese. Voglio ispirare i bambini raccontando la mia storia per dargli fiducia e farli credere in loro stessi”. Qual è il tuo super potere quando sei in campo? “Penso che sia il credere in tutto quello che faccio cercando di essere il migliore. Ovviamente posso sbagliare, ma continuo ad andare avanti e credo sempre che tutto il lavoro e l’impegno che ci metti ti ripagherà”. Qual è il tuo prossimo sogno, vincere il Mondiale? “Perché no? Abbiamo il Mondiale negli USA, se ci avessi pensato da bambino… È un sogno anche solo essere lì, vivere il momento e fare il massimo”. Sei ovviamente il volto principale della nazionale. Che effetto ti fa? “Sono stato fortunato nel fare quello che ho fatto in carriera e giocare per club fantastici in Europa e rappresentare la Nazionale da quando ho 17 anni. Sono grato per il supporto che mi arriva. Avere questo riconoscimento è bello ma la cosa che è veramente importante è che amo giocare a calcio fin da quando sono bambino e continuo a farlo. Al Mondiale mi godrò il momento, ho lavorato per questo e sono grato di poterlo vivere”. Soccer o football? “(Ride, ndr). Se sento un accento americano dico Soccer, ma in Europa bisogna stare attenti e ovviamente dico Football”.