Inter, nemmeno il derby sveglia Barella: a Chivu serviva una prova da leader
La fascia al braccio non è bastata, la grande serata nemmeno. Senza Lautaro e Thuram, con Calhanoglu in panchina, l’Inter chiedeva a Nicolò Barella di alzare il livello. Ieri sera, Cristian Chivu ha schierato una squadra “giovane”. Virgolette d’obbligo, perché parliamo di una formazione comunque molto esperta, ma era dal febbraio 2021 (27 anni e 116 giorni) che l’Inter non giocava il derby con un’età media più bassa di quella di ieri sera (28 anni e 187 giorni).
In questo contesto, il centrocampista sardo era uno di quelli che avrebbe dovuto trascinare i nerazzurri, se non alla vittoria, quantomeno a una prestazione che consentisse di tenere indietro il Milan. Invece, della stracittadina di Barella restano un paio di recuperi del pallone e poco altro. Sommerso dalla marea di Rabiot e compagni in rossonero, non è riuscito ad accendersi e ad accendere i compagni.
È l’ennesima prestazione incolore di una stagione nella quale, più di una volta, i tifosi interisti non si sono chiesti che fine abbia fatto il miglior centrocampista del campionato. Barella lo è stato, può tornare a esserlo, ma oggi non lo è. La sfida con il Milan gli è sempre stata indigesta: con la maglia dell’Inter, non ha mai fatto gol ai cugini, solo un paio di assist tra Coppa Italia e Supercoppa. Ma è l’annata a preoccupare: è inchiodato a un gol e sei assist in Serie A. Numeri che sarebbero discreti per altri, ma non possono esserlo per lui. Alla finestra, visto l’approssimarsi della gara con l’Irlanda del Nord, anche il ct Gattuso: non arrivano messaggi confortanti dal pianeta Barella, nemmeno in una serata nella quale l’Inter aveva bisogno che rivestisse i panni del leader.
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