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Elezioni FIGC, ammesse le candidature di Abete e Malagò: i programmiTUTTO mercato WEB
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Oggi alle 00:53I fatti del giorno
di Ivan Cardia

Elezioni FIGC, ammesse le candidature di Abete e Malagò: i programmi

Giancarlo Abete e Giovanni Malagò sono ufficialmente candidati alla presidenza della FIGC. Gli uffici tecnici della Federcalcio hanno ammesso le rispettive candidature, bocciando quella di Renato Miele, ex calciatore tra le altre della Lazio che non aveva alcun accreditamento. Inizia così una campagna elettorale che, finalmente, conosce i programmi dei due contendenti: con le candidature sono stati infatti pubblicati dalla Federcalcio anche i rispettivi documenti programmatici. Il programma di Abete. Le priorità reali sono governance, tutela della base, formazione e sostenibilità economica, con un baricentro evidente su territorio, LND, Lega Pro, vivai e categorie fragili. Il punto forte è la chiarezza: il nodo del potere federale viene collegato alla paralisi decisionale e alla necessità di ricostruire il calcio dalla filiera, non solo dal vertice. La criticità maggiore è però la dipendenza da Governo, Parlamento e modifiche normative, oltre alla scarsa definizione operativa su tempi, riforma del professionismo e al rapporto, potenzialmente molto conflittuale, con la Serie A. Qui un’analisi dettagliata. Il programma di Malagò. In questo caso le proprietà chiare sono: competitività internazionale delle Nazionali, sostenibilità economica dei club, infrastrutture, giovani e modernizzazione federale. Serie A e base vengono tenute insieme in una logica di piramide, l’idea alla base è un patto tra campionati diversi. La principale debolezza è il rischio di genericità. Molte proposte dipendono da Governo, Parlamento, Leghe o risorse esterne. Il programma parla di obiettivi misurabili, ma raramente li quantifica, in un contesto di generale vaghezza. Qui un’analisi dettagliata.