Elezioni FIGC, ammesse le candidature di Abete e Malagò. Bocciata quella dell'ex Lazio Miele
Giancarlo Abete e Giovanni Malagò sono ufficialmente candidati alla presidenza della FIGC. Gli uffici tecnici della Federcalcio hanno infatti validato a tempo di record - la scadenza era il 22 maggio - entrambe le candidature, depositate nella giornata di ieri. Nessun ostacolo formale per nessuno, mentre come da previsioni è stata bocciata la candidatura di Renato Miele, ex calciatore della Lazio che si era candidato senza l’accreditamento di alcuna componente federale.
Insieme alle candidature, sono stati resi pubblici anche i programmi dei due sfidanti per la presidenza. Le elezioni si terreno il prossimo 22 giugno: Malagò parte in vantaggio, forte del 54% delle componenti che lo appoggiano ufficialmente, cioè Serie A, Serie B, Assocalciatori e Assoallenatori. Abete parte invece teoricamente dal 34% della “sua” Lega Nazionale Dilettanti, che però con diversi delegati (per esempio quelli della Lombardia, che da soli valgono il 3,7%) sosterrà l’ex presidente del Coni. Resta da attribuire il 12% della Lega Pro, guidata da Matteo Marani, che ha aspettato di esporsi in attesa di conoscere i programmi.
Come funzionano le elezioni federali
* Serie A – 20 delegati (ogni voto vale 4,644 per una somma complessiva di 92,88), 18%;
* Serie B – 20 delegati (ogni voto vale 1,548 per una somma complessiva di 30,96), 6%;
* Lega Pro – 57 delegati (ogni voto vale 1,086 per una somma complessiva di 61,902), 12%;
* LND – 99 delegati (ogni voto vale 1,772 per una somma complessiva di 175,428), 34%;
* Calciatori – 52 delegati (ogni voto vale 1,984 per una somma complessiva di 103,168), 20%;
* Allenatori – 26 delegati (ogni voto vale 1,984 per una somma complessiva di 51,584), 10%.
Come viene eletto il presidente? Si vota a scrutinio segreto, con un sistema elettronico. Per l’elezione del presidente è sufficiente la maggioranza semplice (cioè dei voti validamente espressi). È previsto un sistema di quorum variabili a seconda di quanti siano i candidati: se uno o due, si vota per un massimo di tre scrutini. Con più di due candidati, il primo turno è sostanzialmente un filtro: se nessuno ottiene la maggioranza, vanno al ballottaggio i primi due, fermo restando il limite massimo di tre scrutini complessivi.











