Ibra si “riprende” il Milan? Nella scorsa stagione la sua mano dietro il fallimento della seconda squadra
Zlatan Ibrahimovic uomo forte del nuovo Milan. Dopo le indiscrezioni del Corriere della Sera sulla rottura pressoché totale con Massimiliano Allegri, è uno dei tre scenari che Sky ha ipotizzato per il club rossonero in futuro. Una parola, “Futuro”, che riporta alla mente la scorsa stagione e al fallimento conclamato della seconda squadra rossonera, retrocessa in Serie D sull’onda di una serie di scelte sbagliate. Quasi tutte dell’ex attaccante svedese, che ha infatti poi vissuto questa stagione con un ruolo meno centrale nel - magmatico - processo decisionale rossonero.
Da Abate a Kirovski… Il Milan Futuro, sulla carta, si approcciava allo scorso campionato di Serie C partendo dall’esperienza della Primavera, che aveva un allenatore, peraltro fortemente legato alla storia del club, cioè Ignazio Abate. La squadra, però, non venne affidata a lui, ma a Daniele Bonera, con risultati deludenti. E pensare che in passato i due erano ottimi amici: almeno fino, secondo indiscrezioni, alla scelta di Abate di non puntare su Maximilian Ibrahimovic, figlio d’arte oggi in prestito alle giovanili dell’Ajax, che avrebbe fatto infuriare papà Zlatan. Oltre alla panchina, Ibra decise anche un cambio in dirigenza, non affidando il Milan Futuro a D’Ottavio, all’epoca formalmente direttore sportivo del club, ma con trascorsi nello scouting, preferendo chiamare dall’America Jovan Kirovski, tuttora sport development director del Milan, con una conoscenza molto marginale della Serie C.
I risultati sono stati sotto gli occhi di tutti, e non si parla soltanto di campo. Nella scorsa stagione, alcuni dei migliori talenti rossoneri, su tutti Camarda ma anche Bartesaghi, furono in sostanza sballottati tra prima squadra, seconda squadra e Primavera, non trovando continuità in alcuna formazione. Un anno perso che, tutto sommato, non ha pesato sulla carriera del giovane laterale (comunque quello che aveva già uno status più definito), ma ha frenato la crescita dell’ariete e allontanato un altro talento come Mattia Liberali. Un precedente, quello del Milan Futuro, che non deve per forza portare chi decide in via Aldo Rossi (il punto forse è proprio questo) a escludere Ibra dalla leadership del futuro. Ma i moniti sono sempre utili.
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