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Comolli via dalla Juve, scelta inevitabile: i motivi che hanno portato alla rottura. Spalletti deve restare, non si rinneghi il rinnovo: i club italiani imparino che i successi arrivano anche grazie ad alcuni fallimentiTUTTO mercato WEB
Oggi alle 00:00Editoriale
di Lorenzo Di Benedetto

Comolli via dalla Juve, scelta inevitabile: i motivi che hanno portato alla rottura. Spalletti deve restare, non si rinneghi il rinnovo: i club italiani imparino che i successi arrivano anche grazie ad alcuni fallimenti

Aria di rivoluzione, ancora una volta, in casa Juventus. Una rivoluzione che non sarà totale, sia chiaro, ma che non poteva che arrivare. La testa che salterà sarà quella di Damien Comolli e la scelta è inevitabile. Sì, inevitabile, perché quello del dirigente francese, arrivato per sostituire Giuntoli, è stato un vero e proprio fallimento, sotto tutti i punti di vista. Il primo riguarda certamente il mercato estivo: gli arrivi di Jonathan David, Edon Zhegrova e, soprattutto, Lois Openda, non possono restare impuniti. La mancata qualificazione alla prossima Champions League, ancora non matematica ma a un passo, è solo un dettaglio rispetto a ciò che non hanno portato i "grandi" colpi del calciomercato 2025 e anche sul piano economico hanno inciso tantissimo, sia per i soldi spesi dalla Juve per i cartellini di questi calciatori che per il monte ingaggi che è stato alzato non di poco. Ecco, questo è solo il primo motivo, ma ce ne sono tanti altri. Il mancato arrivo di un vero centravanti a gennaio è un altro esempio. Alla fine quello che farà la differenza, se la classifica di Serie A dovesse confermarsi anche dopo l'ultima giornata, l'avrà fatta da una parte il vantaggio che il Milan ha sempre avuto nei confronti della Juve e, dall'altra, l'acquisto di Donyell Malen da parte della Roma. I giallorossi hanno trovato un centravanti vero, Comolli no. Dopo aver nuovamente rincorso Kolo Muani, con bassissime possibilità di strapparlo contemporaneamente a Tottenham e Paris Saint-Germain, senza arrivare a dama e senza avere una valida alternativa da chiudere hanno rappresentato un altro errore imperdonabile per chi era arrivato la scorsa estate con l'intenzione di fare meglio dei suoi predecessori, senza riuscirci e, anzi, facendo peggio. Poi, ma non importante come le altre cose, c'è anche il discorso relativo alla lingua italiana. Se un dirigente lavora in un club come la Juventus non può permettersi di imparare la nostra lingua in un intero anno. Presentarsi di fronte alle telecamere in un momento delicato come quello relativo al post gara della sfida contro l'Inter del 14 febbraio scorso, quella del caso Bastoni-Kalulu, senza poter intervenire come avrebbe dovuto, e magari anche voluto, avendo l'handicap della lingua è un'altra cosa non accettabile. Via Comolli dunque, manca soltanto l'annuncio ufficiale da parte della Juve, mentre chi dovrà restare ben saldo al suo posto, con tutto un altro ruolo chiaramente, è Luciano Spalletti. La Juventus ha rischiato prolungando il suo contratto prima della fine del campionato, ma per un semplice motivo. Il club e tutta la dirigenza ritenevano che l'allenatore fosse quello giusto per andare avanti anche nella prossima stagione, aprendo un ciclo che potrà portare la squadra a centrare nuovi successi anche in futuro. Ecco, nonostante la probabile mancata qualificazione alla prossima Champions League l'idea non dovrà cambiare. Perché Spalletti è l'uomo giusto per tornare a vincere. Il tecnico ha fatto degli errori, questo è chiaro, è l'ultimo dei colpevoli ma è comunque un colpevole, ma cambiare un'altra volta non servirebbe a niente, ripartire da capo non avrebbe senso. Sarà più importante cercare di regalare allo stesso Spalletti una rosa che possa davvero essere competitiva. Per intenderci: senza portiere e centravanti è difficile vincere qualcosa, la Juve ne tenga di conto in estate. La Juventus, sì, ma non solo. Allarghiamo per un secondo il discorso anche agli altri club italiani. Mancano progetti veri nel nostro Paese, l'Inter, la Roma e il Como sono solo tre piacevoli eccezioni, ed è arrivato il momento di partire con alcune idee che possano poi essere portate avanti. I giallorossi lo hanno fatto con Gasperini, "voltando le spalle" a Ranieri, le altre prendano spunto e non cambino tanto per cambiare. Non ha senso e spesso non porta i frutti sperati. I grandi successi partono anche da alcuni fallimenti e questa cosa deve essere chiara alla Juventus e non solo. Salterà Comolli, giustamente, Spalletti deve però restare al suo posto.