Allegri ha steccato su tutti i fronti. Il Milan il 5 aprile era a -6 dall'Inter, poi si è sciolto
Il Milan ha deciso di esonerare Massimiliano Allegri all'indomani dal ko interno contro il Cagliari, che è costato la qualificazione in Champions League ai rossoneri. Il Diavolo ha infatti terminato il campionato al 5° posto, chiudendo a 70 punti, un risultato non soddisfacente per la proprietà, che lo ha definito "un fallimento inequivocabile". La stranezza della stagione è che per gran parte tutti erano d'accordo sulla bontà del lavoro dell'allenatore italiano, ma le ultime 10 partite hanno vanificato tutto.
Fino alla 28^ giornata tutto andava secondo i piani, con il derby vinto 1-0 che aveva autorizzato tifosi, club, squadra e stampa a credere nella rimonta Scudetto. L'Inter distava solo 7 punti e al 30° turno le lunghezze di vantaggio dei nerazzurri si erano addirittura ridotte a 6. Dal 21 marzo tutto è cambiato e dopo la sosta il Milan si è sciolto: 2 vittorie, un pareggio e 5 sconfitte hanno comportato un calo drastico in classifica, tant'è che Chivu ha concluso a 87 punti con un margine enorme di vantaggio sui giocatori di Allegri. Se è vero che, forse, stava facendo un miracolo a lottare con quelli che sarebbero diventati i futuri campioni d'Italia, ha decisamente deluso arrivando alle spalle di Roma e Como.
Un altro problema di Allegri è stato il non riuscire a "salvare" la stagione con un trofeo. In un anno in cui il Milan non partecipava alle competizioni europee, il tecnico livornese ha steccato anche in Coppa Italia e Supercoppa Italiana: nel torneo nazionale è uscito agli ottavi di finale al primo vero incrocio di livello contro la Lazio dopo aver battuto Bari e Lecce, mentre in Arabia Saudita ha perso subito in semifinale contro il Napoli, arrendendosi con un 2-0 che ha lasciato poco spazio alle recriminazioni.
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