Se leggete qui ciò che stanno combinando al Milan vi metterete le mani nei capelli
Il Milan sta scendendo dal letto in cui giace dopo il fallimento di domenica sera con il piede sbagliato. Gli esoneri di Furlani, Moncada, Allegri e Tare sono stato sì tempestivi, ma erano anche un passo assolutamente inevitabile e doveroso per quanto accaduto; ciò che fa la differenza - piede sinistro o piede destro, restando nella metafora - è come si strutturerà la nuova dirigenza: come saranno prese le scelte? In quanto tempo? E in base a cosa? Chi le prenderà lo abbiamo già capito: Gerry Cardinale, proprietario, e Zlatan Ibrahimovic, Senior Advisor. Con quali competenze specifiche sulla faccenda non si sa, ma tant’è.
Casi specifici
Fatto sta che la ristrutturazione impostata dai due non poggia su basi solide. Al di là dei loro curriculum personali, già i primi passi fatti sono storti: si sta cercando l’allenatore prima dell’amministratore delegato e del direttore sportivo. E, andando nei dettagli, lo stesso allenatore scelto (Andoni Iraola, nome anche piuttosto interessante) sta preferendo il Crystal Palace - non il Manchester City e il Liverpool - al Milan sia per questioni economiche che per motivazioni di progetto sportivo, ritenendo quello degli inglesi, che ieri hanno vinto la Conference League, trofeo più importante della loro storia, migliore di quello dei rossoneri. Ciò è tutto dire. Ma non è finita qui. Anche la questione direttore tecnico è piuttosto singolare, con l’idea di puntare su Rangnick che sarebbe anche piuttosto interessante se, però, potesse lavorare per il Milan da subito e non al termine del suo impegno al Mondiale come CT dell’Austria. Ah, anche Ibrahimovic sarà impegnato oltreoceano da giugno a luglio, come opinionista per Fox Sport. E vuole fare la rivoluzione al Milan. Altro che piede sbagliato: in via Aldo Rossi è tutto sbagliato.
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