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Consiglio federale, l'AIA sarà commissariata? Il punto e gli scenari: Gravina non vuole rischiTUTTO mercato WEB
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Oggi alle 12:35Serie A
di Ivan Cardia

Consiglio federale, l'AIA sarà commissariata? Il punto e gli scenari: Gravina non vuole rischi

Il caos arbitrale sarà al centro del consiglio federale di oggi, un appuntamento prevedibilmente breve. La FIGC prenderà anzitutto atto della decadenza di Antonio Zappi, presidente dell’AIA inibito per 13 mesi in tre gradi di giustizia sportiva per le pressioni indebite sugli ex designatori di Serie C e D, Ciampi e Piazzi. Sarà un passaggio formale, necessario per ratificare la dichiarazione del Comitato Nazionale dell’associazione di categoria degli arbitri, poi si capirà come comportarsi di conseguenza. Ipotesi commissariamento. Gabriele Gravina, presidente federale dimissionario, è da tempo favorevole al commissariamento dell’AIA, su cui pesano una serie di scandali oltre alla vicenda Zappi: tra lo sforamento del budget e le inchieste, sia milanesi sia della Procura FIGC, il commissario servirebbe a mettere un punto su una grandissima confusione. Il vero nodo riguarda le nomine degli organi tecnici per la prossima stagione, in programma a luglio: con la decadenza di Zappi, si aprirebbe teoricamente il percorso elettorale per la sua successione. Se l’AIA sfruttasse tutti i 135 giorni di tempo massimo a disposizione - ed è probabile che sia così - delle nomine si occuperebbe l’attuale Comitato Nazionale, un’eventualità che Gravina vorrebbe scongiurare. Di conseguenza, il presidente illustrerà ai consiglieri federali la possibilità del commissariamento, come pure i rischi. L’atto è sicuramente di straordinaria amministrazione, quindi fuori dalla competenza di un presidente dimissionario, ma potrebbe rientrare tra quelli indifferibili: se fosse così, il consiglio - tecnicamente decaduto dopo le dimissioni di Gravina, e in regime di prorogatio come lo stesso presidente - potrebbe comunque porlo in essere. È possibile che Gravina suggerisca di chiedere un parere pro veritate alla sezione consultiva del Collegio di Garanzia dello Sport presso il CONI, in modo da mettersi al riparo da eventuali impugnazioni: l’altro rischio è infatti di dare un assist a chi - basti pensare al ministro Abodi - spinge da tempo perché a essere commissariata sia la stessa FIGC. Per questa ragione, è difficile che sia presa una decisione oggi, in attesa di un riscontro legale: se poi si dovesse procedere al commissariamento, a oggi la soluzione più probabile riguarda la nomina di una persona “tecnica”, quindi un legale o comunque un avvocato, non necessariamente interno alla Federcalcio (anzi) e neanche interno alla categoria. Lontana, al momento, l’ipotesi di affidare l’incarico a Nicola Rizzoli, attualmente impegnato con la Concacaf e che potrebbe semmai rientrare in gioco come futuro designatore. Scelto da chi? Questo è il punto.