Rangnick distrugge il Milan, Amorim lo sognava. I due modi della confusione rossonera
Con una sola risposta, Ralf Rangnick ha confermato al mondo - da esterno - quanta confusione ci sia nel Milan di Cardinale e Ibrahimovic: "Ho detto fin dall’inizio che il rinnovo è una decisione di principio in cui hanno influito molti fattori. Tra questi anche la questione di chi, all’interno del mio staff tecnico, sarebbe rimasto a disposizione. Per questo ora posso stare qui seduto e dire con grande soddisfazione: è la decisione giusta quella di rimanere in carica dopo i Mondiali. Tre settimane fa c’è stato un primo contatto col Milan e si sono tenuti dei colloqui. Ho chiarito fin dall’inizio che volevo avere chiarezza prima dell’inizio dei Mondiali per me, per la squadra, per il Paese, per la Federcalcio austriaca e per i miei giocatori. Questo è stato comunicato chiaramente sin dall’inizio, ma da parte del Milan non c’era ancora chiarezza". Sì, certo, la chiarezza nel Milan di Red Bird. Quando mai.
La profezia
In attesa di capire chi potrà essere il nuovo direttore tecnico dopo il no di Rangnick, il Milan si è fiondato - senza avere il resto della dirigenza - sul nuovo allenatore, che, salvo sorprese - sempre dietro l'angolo con questa proprietà - dovrebbe essere Ruben Amorim. Con il portoghese è stata raggiunta una intesa da 3,5 milioni di euro più bonus per i prossimi due anni. Lui che, nove anni fa, sognava proprio il rossonero: "Da bambino - diceva Amorim nel 2027 - mi piaceva guardare il Benfica e il Milan. Ricordo di guardare le cassette del Milan con Maldini, Baresi, Gullit, Rijkaard, Savicevic... I miei sogni da bambino erano giocare nel Benfica e nel Milan. Uno l'ho realizzato. Ora devo diventare allenatore nell'altro". Chissà se ci riuscirà a breve.
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