"Più marketing che calcio, ma Ronaldinho può dare tanto a livello umano". Il pensiero di Filipponi
Il direttore sportivo della Fermana parla del ritorno del brasiliano che si misurerà con la Serie C grazie al Ravenna: "Mi auguro che possa trasmettere ai giovani esperienza e mentalità"
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"Ronaldinho è stato un campione straordinario e mi piace ricordarlo così. Era un giocatore capace di incantare chiunque. Basta guardare il Brasile di oggi per capire quanto manchino fantasia, creatività e genialità come le sue. Dal punto di vista calcistico, però, credo che questa sia soprattutto un'operazione d'immagine e di marketing". Sergio Filipponi, direttore sportivo della Fermana, intervenuto alla radio di TuttoMercatoWeb.com nella giornata di ieri ha parlato così dello sbarco del campione brasiliano al Ravenna dopo ben 11 anni dall'annuncio del ritiro dal calcio giocato: "Dopo tanti anni lontano dal calcio giocato è difficile immaginare un impatto sul campo. Piuttosto, penso che possa trasmettere esperienza, mentalità e cultura della vittoria. Ha giocato nei più grandi club del mondo e ha vinto tutto.
Se arriva con lo spirito giusto, un personaggio come lui può dare tantissimo sotto il profilo umano. Sul piano atletico, invece, la vedo molto dura. Gli anni passano per tutti e Ronaldinho, pur essendo un fenomeno assoluto, non era certo un atleta maniacale come Cristiano Ronaldo. Per questo credo che il suo contributo sarà soprattutto fuori dal campo."
Quindi la considera soprattutto un'operazione di marketing?
"Sì, principalmente sì. Dal punto di vista dell'immagine sarà sicuramente un successo. Mi auguro però che possa anche trasmettere ai più giovani la sua esperienza e la mentalità vincente maturata nei grandi club. Quello sarebbe un valore aggiunto enorme. Sul piano fisico è inevitabile che sia complicato. Oggi, soprattutto in Serie C, intensità e condizione atletica fanno la differenza. Per essere competitivi bisogna allenarsi ogni giorno, curare l'alimentazione e avere uno stile di vita impeccabile. Ronaldinho è stato un fuoriclasse assoluto, ma proprio perché era un campione straordinario ogni minima flessione viene notata ancora di più."
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