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Filipponi: "Il Salary Cap è giusto. Ronaldinho? Più marketing che calcio giocato"

Filipponi: "Il Salary Cap è giusto. Ronaldinho? Più marketing che calcio giocato" TUTTOmercatoWEB
Daniel Uccellieri
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Daniel Uccellieri
Oggi alle 11:25Serie C
Il ds della Fermana analizza il mercato di Serie C: "Bene chi pesca dalla D". Poi il commento su Ronaldinho al Ravenna e il sogno Guardiola per la Nazionale.
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Sergio Filipponi, direttore sportivo della Fermana con un passato anche al Campobasso, intervenuto alla radio di TuttoMercatoWeb.com, parla così del mercato di Serie C.

Il mercato sta finalmente entrando nel vivo. Cosa si aspetta dalle prossime settimane in Serie C?
"Vedo ancora molte società che devono completare i propri organici. Le squadre sono partite per i ritiri e stanno valutando le rose. A parte qualche piazza importante, come Pescara e Bari, che stanno iniziando a muoversi con decisione, noto una tendenza che mi fa piacere: molte società di Serie C stanno pescando dalla Serie D. È quello che dovrebbe essere il percorso naturale. Un tempo la Serie A prendeva dalla B e la B dalla C; oggi sarebbe giusto che la C valorizzasse chi si mette in mostra in Serie D. La crescita dei ragazzi non è uguale per tutti e non è mai immediata, ma questa strada mi sembra quella corretta. Poi, naturalmente, aspettiamo i grandi colpi, soprattutto in attacco, quelli che fanno sognare i tifosi."

Negli ultimi anni molte squadre promosse dalla Serie D hanno fatto subito bene anche tra i professionisti. Il livello tra le due categorie si è avvicinato?
"Dipende molto dalle piazze e dagli ambienti. Penso, ad esempio, alla Pianese, che ogni anno riesce a valorizzare giocatori che altrove faticano a emergere. Lì trovano un ambiente ideale e disputano ottimi campionati. Lo stesso vale per la scelta degli allenatori: hanno sempre lavorato molto bene. Io credo che gli ambienti facciano davvero la differenza. Bisogna creare armonia, rispetto dei ruoli ed equilibrio, soprattutto nei momenti difficili, perché le difficoltà arrivano sempre. È il modo in cui vengono gestite a determinare il successo di una stagione. Credo che il livello generale del calcio italiano si sia abbassato, ma proprio per questo è importante dare spazio a calciatori, allenatori e direttori sportivi che dimostrano il proprio valore nelle categorie inferiori. Vedere tanti giocatori passare dalla Serie D alla Serie C mi mette davvero di buon umore."

A proposito di Ravenna, che idea si è fatto dell'arrivo di Ronaldinho?
"Ronaldinho è stato un campione straordinario e mi piace ricordarlo così. Era un giocatore capace di incantare chiunque. Basta guardare il Brasile di oggi per capire quanto manchino fantasia, creatività e genialità come le sue. Dal punto di vista calcistico, però, credo che questa sia soprattutto un'operazione d'immagine e di marketing. Dopo tanti anni lontano dal calcio giocato è difficile immaginare un impatto sul campo. Piuttosto, penso che possa trasmettere esperienza, mentalità e cultura della vittoria. Ha giocato nei più grandi club del mondo e ha vinto tutto.

Se arriva con lo spirito giusto, un personaggio come lui può dare tantissimo sotto il profilo umano. Sul piano atletico, invece, la vedo molto dura. Gli anni passano per tutti e Ronaldinho, pur essendo un fenomeno assoluto, non era certo un atleta maniacale come Cristiano Ronaldo. Per questo credo che il suo contributo sarà soprattutto fuori dal campo."

Quindi la considera soprattutto un'operazione di marketing?
"Sì, principalmente sì. Dal punto di vista dell'immagine sarà sicuramente un successo. Mi auguro però che possa anche trasmettere ai più giovani la sua esperienza e la mentalità vincente maturata nei grandi club. Quello sarebbe un valore aggiunto enorme. Sul piano fisico è inevitabile che sia complicato. Oggi, soprattutto in Serie C, intensità e condizione atletica fanno la differenza. Per essere competitivi bisogna allenarsi ogni giorno, curare l'alimentazione e avere uno stile di vita impeccabile. Ronaldinho è stato un fuoriclasse assoluto, ma proprio perché era un campione straordinario ogni minima flessione viene notata ancora di più."

Da quest'anno entrerà ufficialmente in vigore il Salary Cap in Serie C. È una scelta giusta?
"Secondo me sì. Bisognerà vedere come funzionerà concretamente, ma è un primo passo importante. Almeno si dà la sensazione che ci siano regole precise e che le società non possano più affrontare spese fuori controllo. Questa norma richiederà ancora più competenza da parte dei direttori sportivi. Quando fai firmare un contratto di due o tre anni a un giocatore devi sapere perfettamente chi stai acquistando. Non ci può essere leggerezza nelle scelte.

Io sono convinto che il Salary Cap possa contribuire a rendere il mercato più sostenibile. Le società sono il fondamento del nostro sistema: senza di loro non lavorerebbero allenatori, direttori sportivi, procuratori e tutti gli altri professionisti del calcio. Per questo credo che vadano tutelate. Sono favorevole a un mercato più razionale, in cui il valore economico dei calciatori sia più vicino al loro reale valore sportivo. Diversamente si rischia di mettere in difficoltà l'intero sistema."

In queste ore si parla con insistenza della possibilità di vedere Pep Guardiola sulla panchina della Nazionale. Sarebbe l'uomo giusto per rilanciare il calcio italiano?
"Secondo me sì. L'Italia ha bisogno di figure di questo spessore, così come di persone come Maldini e Leonardo. Abbiamo bisogno di dirigenti e allenatori credibili, preparati e capaci di dare autorevolezza al nostro sistema. Guardiola rappresenterebbe una spinta enorme in termini di credibilità. Quando hai un riferimento di quel livello, tutto il movimento è quasi costretto ad alzare l'asticella.

Il vero ostacolo è l'aspetto economico. Se davvero percepisce cifre di quel livello, è difficile pensare di poter competere. Mi auguro che possa scegliere questa sfida non per i soldi, ma per la possibilità di rilanciare una grande nazione calcistica come l'Italia. Ha già vinto tutto. Sarebbe bellissimo vederlo sposare un progetto di questo tipo. Con figure come Guardiola, Maldini e Leonardo credo che il calcio italiano potrebbe davvero ripartire nella direzione giusta."

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