Amelia bacchetta: "Non ci sono giovani italiani nelle prime squadre. O non arrivano dai vivai"
Marco Amelia bacchetta: "Non ci sono tanti italiani giovani in rose ampie, e non provengono dai settori giovanili. Andate a fare esperienza all'estero"
"Le origini dei nostri fallimenti", a cura di Marco Amelia. L'ex portiere di Milan e Genoa, con 9 presenze nella Nazionale maggiore e oggi allenatore svincolato dalla Nuova Sondrio, ha espresso delle considerazioni importanti sul perché il calcio in Italia sia andato a rotoli. Dal terzo Mondiale di fila mancato al turbinio di dissenso generale nato dalla nomina virtuale ma saltata ormai del tutto di Andrea Pirlo come ct, passando per l'assenza di giovani talenti con stampino azzurro ad alti livelli. O ancora, della fuga di cervelli all'estero.
"Questo è il vero problema per cui oggi nelle rose delle prime squadre non ci sono molti giovani italiani purtroppo queste rose sono ampie e formate da tanti calciatori che spesso giocano poco e non provengono dai nostri settori giovanili ma da altri movimenti calcistici", ha analizzato il 44enne originario di Frascati. Il segreto sarebbe di ridare spazio ai ragazzi con i big già affermati nelle squadre del massimo campionato italiano, in modo tale che ovvino al gap tecnico. "De Rossi, per esempio, ha esordito in prima squadra dopo più di un anno dai primi allenamenti effettuati insieme ai grandi", ha ricordato Amelia.
Con un suggerimento ai ragazzi più giovani che sognano il grande salto: "Andare a fare esperienza all’estero, dove il percorso è la prassi del “sistema”, anche nelle società più blasonate, e anche qui di esempi ce ne sono molti. Forse sono uno dei pochi che crede ancora nei nostri giovani, e spero vivamente che questo tappo che attualmente non permette loro di emergere possa finalmente saltare: allora sì che torneremo ad essere protagonisti, magari con calciatori italiani che diventeranno gli idoli dei ragazzi più piccoli", la chiusura di Amelia.
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