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Acerbi: "Voglio giocare ancora due o tre anni. Orgoglioso dell'ultima stagione all'Inter"TUTTOmercatoWEB
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Oggi alle 09:07Serie A
di Dimitri Conti

Acerbi: "Voglio giocare ancora due o tre anni. Orgoglioso dell'ultima stagione all'Inter"

Il difensore Francesco Acerbi è svincolato dallo scorso 30 giugno, quando si è esaurito il suo contratto con l'Inter. Ed è stato intervistato da Sport Mediaset: "Sto bene e voglio ancora giocare, non ho in mente di fare altro. In questo momento vivo con molta serenità, ho dato tutto quello che avevo e non mi devo rimproverare niente. Esperienza e motivazioni le ho, posso dare un esempio in campo: a 38 anni ho ancora la voglia del ragazzino. E se volevo fare il mister, avevo smesso. Penso di poter andare avanti ancora un paio d'anni a certi livelli, forse tre". Com'è stata l'ultima stagione all'Inter? "Sono molto orgoglioso di me stesso, sotto ogni punto di vista, per come ho fatto lo scorso anno. Ci sono state delle cose, che è giusto anche non dire, ma da lì non ho mai mollato e cercato di dare il massimo in ogni circostanza e allenamento, provando ad aiutare sempre la squadra nei momenti di difficoltà. E li hai, anche se hai vinto due titoli: per un paio di mesi, da gennaio a prima della sosta per la Nazionale, che non stavamo più giocando, che non eravamo noi". Lei aveva elogiato Chivu. Ci racconta qualcosa che non vediamo? "È stato un ottimo giocatore, che ha vinto. E da allenatore veniva da qualche mese a Parma, arrivando all'Inter dove ha trovato una squadra vincente in cui c'era anche da gestire il gruppo. Noi abbiamo cercato di dargli una mano, per forza. E poi grazie al gruppo, e l'ho detto anche ai compagni, hai vinto quello che hai vinto: quello ha fatto la differenza. Con altre dinamiche non avresti vinto, per quanto Chivu ci abbia messo del suo". Vi avevano dipinti come a fine ciclo. "Non c'era niente da costruire, la carica è qualcosa in più. Coi giocatori di un certo livello ci vuole empatia, la macchina è già accesa". Che rapporto aveva con Chivu? "Io giocavo, lui allenava". Lautaro Martinez è sottovalutato? "Non lo so, forse ha meno appeal di altri. Se giocasse al Barcellona o al City…". Haaland lei aveva saputo come fermarlo. Un consiglio per i difensori al Mondiale? "Devi avere una grossa attenzione, anche ai minimi particolari: con quelli così è un attimo, devi saper prevedere e capire le cose. E ci vuole anche un po' di fortuna". Che consiglio darebbe al se stesso ragazzino? "Stai sereno e sappi chi sei, la tua testa sa cosa deve fare. E fregatene di più, non devi dimostrare niente a nessuno se non a te". Lei dice sempre che la malattia l'ha salvato. "È la verità, non dico che avrei smesso ma forse sì. O comunque a trent'anni non so a che livello ero, avrei fatto molta fatica. Ho avuto una seconda chance".