Milan, Cisse: "Ho provato a rispondere ai tanti messaggi... A gennaio era fatta con il PSV"
Pronti via, gol. Era difficile per Alphadjo Cisse presentarsi meglio ai tifosi del Milan. Il fantasista ne ha parlato in occasione dell'incontro con i tifosi allo store di Via Dante: "In questi ultimi giorni ho cercato di rispondere a tutti i messaggi che ho ricevuto, ma sto già cercando di fare uno step successivo e di pensare alla prossima partita. Il 70? L'ho scelto perché il numero 80 era occupato".
Il rapporto con il Milan e Amorim?
"In realtà il mio rapporto col mister è molto positivo, ha avuto fiducia in me e in tutti gli altri giovani, per me così è semplice esprimermi al meglio. A gennaio era quasi tutto fatto col PSV, poi è arrivato il Milan e ho subito cambiato idea, è stato facile scegliere questo club. C'era la possibilità di giocare in prestito, ma il mister mi ha sempre dato la possibilità di esprimermi in campo e sono riuscito a coglierla. Rimanere qui è una grande emozione, il Milan è uno dei club più grandi al mondo”.
Come si scrive: Cissè o Cisse?
"Il mio cognome? Si dice e si scrive Cisse, senza l'accento".
Polito, ds del Catanzaro, ti ha soprannominato fenomeno.
"Il direttore Ciro è stato fondamentale per me a Catanzaro, è una grande persona e un grande uomo. Quello che mi ha dato è stato un grande supporto in più per me”.
Pensi alla Nazionale?
“Non ci sto pensando perché sono concentrato sul Milan e sulle partite. Quando e se sarà il momento, sarò a disposizione".
Quanto è importante imparare e rubare qualcosa da ogni allenamento?
"Questo è un momento per rubare e imparare qualcosa da tanti giocatori che ci sono qui. Ogni allenamento cerco di apprendere qualcosa di prezioso da qualcuno dei miei compagni".
Ambrosini dice che assomigli a Robinho…
"Non so dirti, non l'ho visto giocare molto ma se lo dice lui va bene (ride, ndr)".
Paura della concorrenza?
"Ora no, zero paura, penso che la concorrenza faccia bene a tutti, se poi Chris (Pulisic, ndr) dovrà giocare al mio posto ci sarà rispetto. L'ambizione è quella di imparare il più possibile da tutti. Non sono ancora al top, arrivo da un infortunio lungo e quella contro il Torino è solo stata la quarta partita. Ho ancora tanto tempo per trovare la mia condizione migliore, ma sto lavorando e sto bene".
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