Venezia, Stroppa: "Milan fortissimo, voglio lo stesso coraggio avuto con il Lecce"
Dopo la sconfitta contro il Lecce all'esordio, il Venezia fa visita al Milan, allo stadio San Siro. Il tecnico arancioneroverde, Giovanni Stroppa, parlerà a breve in conferenza stampa per presentare la sfida contro la squadra di Ruben Amorim, in programma domani - venerdì 28 agosto - alle 20.45.
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Inizia la conferenza
Sensazioni sulla sfida al Milan, in uno stadio così iconico? La sua squadra deve fare punti.
"Dobbiamo fare punti, cercheremo di fare punti. Sappiamo dove andiamo, non è solo uno stadio iconico ma rappresenta tanto a livello di calcio internazionale. Anche per il mio trascorso. Il Milan è fortissimo. Mi auguro di fare la stessa prestazione fatta con il Lecce. Come atteggiamento, coraggio, attenzione. Per il resto sappiamo che affrontiamo una squadra fortissima e che sarà difficile. Alzare l'asticella dell'attenzione per non fare errori sarà fondamentale, perché sappiamo che le qualità individuali che di squadra dei rossoneri sono di valore".
Sul Milan: sicuramente i rossoneri vorranno imporsi sul gioco. Cosa la impensierisce di più della squadra di Amorim e quali giocatori? E voi come volete impensierirli?
"Il Milan è una squadra completa che ha una identità di gioco magari ancora in costruzione, ma abbastanza precisa. Ha delle individualità che in qualsiasi momento possono decidere con una giocata una azione da gol, c'è da essere assolutamente attenti. C'è un altro aspetto caratteristico di queste squadre così forti e ben allestite: che nel giro di 2-3 minuti tu rischi di andare sotto come successo poi al Torino. Cali un attimo e questo ti compromette una prestazione e il risultato. Non c'è solo da limare l'errore nostro, ma da avere un atteggiamento di attenzione su qualsiasi cosa: la qualità di un controllo, una palla a metà, la qualità nella gestione della palla. Nel momento in cui presti il fianco, il Milan ti fa male. Poi ci sono dei valori, ma questi nel calcio valgono fino ad un certo punto: se lavoriamo di squadra, con coraggio, se portiamo in campo certe caratteristiche quando avremo la palla qualcosa succederà. È una partita da giocare".
Ha detto di voler vedere una prestazione come quella fatta contro il Lecce: cosa vuole vedere? Il gol e che altro?
"Ha già risposto, non posso dire altro. Magari gli ultimi dieci minuti: l'ultima fotografia del match ha condizionato un po' il giudizio di tutti quanti. Poi torno sempre a dire le stesse cose: non mollare mai dal 1' al 95', tutte cose dette e ridette. Non possiamo permetterci un elemento, anche in panchina, che non sia mentalizzato per tutta la partita. Poi bisogna fare gol e non prenderlo".
Alla luce di quanto visto con il Lecce, su quali aspetti ha lavorato in settimana?
"È stato un percorso di lavoro, per mettere dentro quelli che sono un po' più in ritardo come idee e concetti. Per il resto sulla partita contro il Lecce non posso aggiungere nulla. Abbiamo preso gol senza un tiro in porta fin lì, al di là del palo preso sugli sviluppi di un calcio d'angolo dopo più di mezz'ora di gioco. Non abbiamo rischiato niente, abbiamo lavorato benissimo individualmente e di reparto, siamo stati aggressivi, non abbiamo lasciato il palleggio all'avversario. Siamo stati asfissianti senza concedere nulla. Non è una cosa di poco conto. Poi inizia il secondo tempo e dopo 15 secondi prendiamo gol per un controllo errato su una palla rimbalzata male. Non posso andare a lavorare su queste cose. Vado a fortificarle, perché ci sono molti aspetti positivi per lavorare. Bisogna continuare a lavorare senza farsi condizionare da un risultato che sicuramente ci penalizza. Ma per esempio sul secondo gol abbiamo lavorato male: eravamo in marcatura, dovevamo essere in marcatura, palla che passa sopra, non eravamo messi bene per marcare. Per il resto una partita eccellente. È vero che bisogna fare gol, perché forse la partita cambia".
Superata la delusione per una sconfitta casuale?
"La delusione è durata quello che doveva durare. Troppo poco tempo per pensare alle cose che non sono andate, c'è da preparare un'altra partita. C'è stata sicuramente la consapevolezza che è la prima giornata di campionato, abbiamo visto la categoria, con una squadra che lavora solo sulla fase difensiva, che è sparagnina, che porta a casa un risultato straordinario: ok, ne facciamo tesoro. Però la strada per me è segnata. Vero che ci aspetta una partita "proibitiva", ma bisogna sempre crederci pur avendo rispetto per l'avversario, soprattutto quando una piccola disattenzione ti porta a compromettere il risultato. Stiamo tranquilli e sereni continuando a lavorare come stiamo facendo. Mettiamo dentro cose sulle quali in questo momento qualcuno è più indietro".
Moreno recupera? Può fare anche il centrale dei tre dietro?
"A proposito di ragazzi in ritardo: purtroppo quando è arrivato era fuori condizione. Non ha potuto fare le amichevoli perché ha lavorato a parte. Quando si è inserito ha avuto questo mezzo problemino facendo una spaccata, andando su un contrasto si è aperto, l'entità dell'infortunio è un pochino più importante. Io ho pensato a 2-3 giorni da quello che mi dicevano lo staff medico e i fisioterapisti, purtroppo dobbiamo rinunciare a lui anche per questa partita. Spero di recuperarlo per l'Udinese, così in Coppa Italia darò spazio finalmente a chi è un pochino più in ritardo per condizione e conoscenze. Anche per testare chi arriva da fuori. Moreno lo stiamo aspettando, non sappiamo ancora cosa potrà darci".
Rrahmani può giocare dall'inizio?
"No in questo momento devo dire che le gerarchie sono queste. A me piace Rrahmani, l'ho mostrato nel momento in cui l'ho messo dentro contro il Lecce. A proposito di gente in panchina che non molla mai: mi piace la gente che entra dentro e dà l'apporto giusto, di carattere, come lo stesso Haps. O per necessità o per scelta si può fare tutto lì davanti, magari con il Lecce un cambio di tutti gli attaccanti rispetto a chi avevo in panchina forse lo potevo fare, quindi faccio autocritica, magari ci voleva gente fresca, però ho scelto così. Speravo in uno spunto ancora di Yeboah".
Franjic ha dato sicurezza, un giudizio su Schingtienne?
"Schingtienne benissimo, sicuramente deve migliorare la condizione fisica, però benissimo. Al di là del palleggio che sicuramente non è la sua caratteristica migliore, però si è proposto, quello che poteva essere il suo apporto tecnico lo ha dato. Fase difensiva molto bene. Per quanto riguarda Franjic: molto, molto bene: pulizia nel palleggio, velocità nei recuperi, forte nell'uno contro uno. La mia richiesta da lui è stata interpretata molto bene".
Sul mercato: la squadra è al completo?
"Chiamiamo il direttore Antonelli che potrà rispondere al meglio a questa domanda".
Moreno dove lo colloca in difesa?
"In tutti e tre i ruoli di difesa: vero che è un destro, ma può giocare anche a sinistra. Lo stesso penso di Halhal: arrivato fuori condizione, dal Mondiale, l'abbiamo buttato dentro perché c'era necessità, lo stiamo recuperando perché era molto indietro fisicamente".
Quindi possono essere entrambi alternative a Bella-Kotchap quando non lo avessi?
"Assolutamente sì, non solo alternative, sono giocatori che potrebbero essere fra le prime scelte. Non precludo niente dietro, ma ora per necessità ci sono gerarchie che il tempo ci ha dato: chi è arrivato prima ha avuto il tempo di lavorare con la squadra, di entrare in condizione fisicamente, di portare dentro movimenti prestabiliti per le idee della squadra. Non solo dietro, ma anche in mezzo al campo chi è indietro fisicamente ora è rimasto fuori, ma ci sono giocatori in mezzo al campo molto importanti. La difesa di oggi può essere anche ribaltata, vediamo, poi se le cose funzionano andiamo avanti così".
Sul Milan: Amorim ha maturato un sistema di gioco vincente in Portogallo, giocando alto e sfruttando gli esterni offensivi. Come lo volete arginare?
"Grande stima, grandi idee, al di là dell'ultima esperienza al Manchester United, mi permetto di dire ancora un'idea in costruzione solo perché siamo all'inizio della stagione, ma mi sembra che il Milan abbia già una fotografia di come voglia stare in campo e bisogna dare i meriti ad Amorim per quello che sta facendo".
Cosa vi preoccupa di più?
"Tutto quanto. Venezia e Milan sotto gli aspetti del gioco hanno aspetti simili, magari gli obiettivi sono diversi, ma la voglia di palleggiare sull'avversario, di dominare l'avversario è evidente. Bisogna togliere loro le certezze, così come cercheranno loro con noi".
Finisce la conferenza
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