L’Italia non vale il Belgio: non è una scoperta. Ma non vale nemmeno Francia e Turchia: prepariamoci
Brutta la prima del Mancini-bis, ma ora ci saranno le montagne russe. Una Nazionale modesta deve solo pensare a salvarsi
Serviva un primo tempo orripilante per scoprire che l’Italia, da tempo, non è più nobiltà del calcio europeo? Probabilmente no, ma anche il secondo - decantato come buono da Roberto Mancini e in generale dagli azzurri - si è chiuso con una sconfitta. Nelle analisi post partita, è come se la Nazionale ieri sera all’Olimpico abbia giocato due partite. Il problema è che le ha perse entrambe 1-0, ragion per cui verrebbe da suggerire al ct di unirle, anziché separarle, nelle sue condizioni. Altrimenti il rischio di trovarsi con due ko anziché uno diventerebbe molto concreto.
Non siamo al livello del Belgio. Ma non solo…
Loro hanno fatto i Mondiali, noi no. Ecco, basterebbe questo. “Loro”, peraltro, non avevano un giocatore come Doku, che noi sogniamo da anni: uno che faccia un dribbling, che strappi un sorriso, un tuffo al cuore. Non ci mancano i giocatori di alto livello, ci mancano quelli che sanno emozionare. E non è che senza emozioni non si vada lontano, il punto è più prosaico: quando li hai, quei giocatori creano superiorità numerica in campo. È tattica, è tecnica, è valore assoluto. Forse conviene ripartire da lì. E rendersi conto di dove siamo. Anche Francia e Turchia hanno fatto i Mondiali, bene o male che sia. Anche loro hanno giocatori che ci sogniamo, anche loro si presenteranno ai prossimi impegni senza le rispettive stelle, Mbappé e Yildiz. Però poi hanno Olise e Arda Guler, più tanti altri che fanno quello che in Italia abbiamo dimenticato: quant’è dannatamente divertente vedere un funambolo, che poi per caso ti aiuta anche a vincere. A questa Nations League ci approcciamo con un sogno - strappare un ruolo di testa di serie al sorteggio per Euro 2032 - e invece servirebbe realismo: tocca sperare di non retrocedere. La favoletta che l’Italia dà il meglio quando è messa alle strette non è vera di per sé: nel 2006 venivamo da Calciopoli, certo, ma avevamo Del Piero, Totti e Pirlo. Oggi al massimo veniamo da uno scandalicchio, ma non abbiamo mezzo numero 10. Ed è meglio prepararci: sarà durissima anche con Francia e Turchia. Allacciate le cinture.Altre notizie
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