E se non fosse stata Roma? Totti: "Ammiravo il Milan: da piccolo amavo quello di Sacchi"
Per celebrare i suoi 50 anni compiuti oggi, Francesco Totti ha realizzato una lunga intervista al Corriere dello Sport in cui ha ripercorso la sua carriera alla Roma. Tra i temi emersi c'è stato ovviamente quello di legare tutta la sua intera carriera ad una città e ad una maglia, quella giallorossa: "Il momento più bello è stato l'esordio perché è il momento che tutti i bambini sognano. Quello più brutto, tolti gli infortuni, dico il giorno che ho smesso di giocare. Per noi giocatori è diverso, abbiamo un modo di pensare diverso da quello delle altre persone. E' questione di abitudini, di tempi, di modi. Ho avuto paura e ce l'ho ancora perché quando volti pagina non sai mai ciò che puoi trovare. Il giorno che ho smesso ho ripensato a tutti i 25 anni con la Roma e che dal campionato successivo non ci sarebbe stato il ritiro, le partite all'Olimpico…".
Cosa è rimasto di Totti ai romanisti?
"La scelta che ho fatto, quella di nascere, crescere e 'morire' - sportivamente parlando - con una sola maglia. L'amore che ho dato alla gente, il modo in cui mi sono dimostrato sempre disponibile. Ma anche in altre parti d'Italia o all'estero vengo visto in modo diverso, non solo a Roma".
In Italia dove sarebbe andato se avesse lasciato la Roma?
"Direi il Milan perché gli anni di Sacchi e dei tre olandesi mi affascinarono fin da piccolo".
Cosa direbbe alla Roma e a Roma?
"Alla Roma devo dire grazie per avermi permesso di realizzare il mio sogno. Alla città devo tutto: sono uno di loro, loro fanno parte di me. Ho sempre avuto loro dietro le spalle e mi sono sempre sentito protetto. Vuol dire che abbiamo fatto qualcosa di eccezionale. Aver condiviso questi 50 anni con Roma e la Roma è stato gratificante".
Clicca qui per leggere l'intervista completa a Francesco Totti.
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