Spalletti si salva, Allegri un disastro. Ma la Juve non brilla. Kolo Muani bocciato. Napoli a pezzi: aveva ragione Conte. Inter, allarme Champions. Arbitri, un altro flop. Insulti sessisti a Ferreri Caputi durante Como-Venezia
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Enzo Bucchioni
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autore Enzo Bucchioni
02.11.2026 00:30Editoriale
Federico De Luca
Spalletti respira, ma a salvare la sua panchina sono stati due eurogol di Alajbegovic e Boga. La Juventus ci ha messo soltanto un po’ di grinta in più, sotto questo aspetto il ritiro è servito, ma ha gli stessi problemi di sempre, fatica a costruire, a stare compatta e davanti non ha un attaccante vero sul quale appoggiarsi e con il quale fare gol. Questo è il problema più grande.
Kolo Muani va ancora in campo da titolare forse perchè è costato un cinquantina di milioni, ma non solo non segna, sbaglia anche le scelte più banali. Su Waltemade è giusto chiedersi se è un giocatore da Juventus, ma almeno lotta, ci mette il cuore, aiuta la squadra.
I tifosi hanno contestato prima della partita e i cori durante la gara non sono mancati, il clima è sempre difficile perchè la classifica è complicata e la gente vuole una Juve diversa. Ieri sera la vittoria è arrivata grazie al Napoli in assoluta difficoltà nella fase difensiva nel secondo tempo, e per merito di Alajbegovic e Boga con gesti assolutamente individuali.
Il 4-4-2 con Alajbegovic a fare l’esterno quando c’era da difendere e il trequartista in fase offensiva, non è bastato a creare, ha dato soltanto un po’ di solidità in più. Anche con le correzioni fatte nella ripresa (3-4-3) la Juve non è mai stata fluida. Ha preso campo per gli infortuni di De Bruyne e Di Lorenzo che hanno tolto personalità al Napoli e poi dominato dopo l’espulsione di Marianucci.
Sicuramente i tre punti toglieranno pressione, daranno maggiore serenità, ma se l’obiettivo è tornare in zona Champions, il lavoro da fare resta enorme e già dai prossimi test prima della sosta, giovedì in Europa Legue con l’Az Alkmaar e domenica con la Fiorentina, si potranno capire molte cose. La cosa più importante sarà vedere se il carattere, la voglia e la personalità in parte ritrovate possano essere davvero un nuovo inizio e potranno dare nuove certezze.
Il Napoli sta molto peggio e non soltanto per la sconfitta. Quattordici punti di distacco dalla vetta dopo appena dieci gare sono un’enormità. Forse aveva ragione Antonio Conte, questo Napoli è una squadra vecchia (la media è oltre i trent’anni), ha tanti giocatori fisicamente usurati, è difficile rimotivarli. La sensazione che trattasi di una squadra in una sorta di fine ciclo, da cambiare profondamente, è forte e chiara. Da Allegri era comunque logico aspettarsi qualcosa in più, ma è difficile parlare di tattica e di interpretazioni. Ieri sera nel primo tempo gli azzurri non hanno fatto male anche senza Hojlund, ma perdere De Bruyne e Di Lorenzo nell’intervallo è stata una botta decisiva. Il problema è già evidente in campionato, in Champions la situazione rischia di diventare impossibile. Mercoledì a Porto con la squadra a pezzi fisicamente e moralmente sarà durissima.
Anche cosa sta succedendo all’Inter è abbastanza chiaro e lo era anche prima del derby, questa è una squadra molto forte, ha un grande organico, ma sembra mentalmente logora, usurata, l’ossatura soprattutto a centrocampo, è la stessa da molti anni e da molte battaglie. Per questo è faticoso trovare sempre la concentrazione, la rabbia agonistica, la determinazione. I nerazzurri la recuperano solo quando sono in svantaggio, a volte ci riescono, altre no come è successo nel derby.
Chivu dovrà essere bravo a dare sempre più spazio a chi ha maggiore energia, sarà importantissimo recuperare al più presto Lautaro e tutti e tre gli inglesi, ma servono scelte nette. Il Barella di questo periodo è davvero insostituibile? Ma non solo lui. Comunque in campionato l’Inter ha qualità e quantità per essere sempre la favorita, il problema è la Champions. Con questo atteggiamento, con questo approccio, come s’è visto, è stato difficile anche con il Brugge. Il livello andrà obbligatoriamente alzato già da domani con il Feyenoord per evitare di finire fuori dal giro delle grandi.
Chiudo con gli arbitri, con Orsato. Continuano le stranezze, dappertutto troppi falli non fischiati quando sono evidenti, il gioco va sveltito, ma il regolamento va rispettato.
E poi la perla di giornata che arriva da Como, proprio sotto gli occhi del designatore. L’arbitra Ferrieri Caputi sullo zero a zero ha fischiato un netto rigore per il Venezia per fallo di mano di Milla. Bene. Il Var che fino a ieri era intervenuto poco o nulla, colpevolmente, anche quando sarebbe stato necessario, improvvisamente è tornato protagonista.
La coppia Cosso-Giua ha convinto la Caputi ad annullare il rigore al Var. Incredibile, ma vero. Probabilmente il Como avrebbe vinto lo stesso visto il divario netto, ma certe cose sono inaccettabili. Perchè tutti stanno zitti? Faccio fatica a capirlo, ma non sono meravigliato.
Ancora più inaccettabili gli insulti sessisti all’arbitra captati anche dai microfoni di Dazn. Una roba da ritorno al Medioevo e non solo calcistico e anche in questo caso il silenzio delle istituzioni è inquietante.
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