Ricompattare l'ambiente e centrare la A, ancora una volta. Bianco, oneri e onori di allenare il Pisa
Missione compiuta, poco meno di un mese fa, e ora una nuova sfida sta per iniziare. Con parecchie similitudini rispetto a quanto è stato. Perché Paolo Bianco, esattamente come gli accadde lo scorso anno, è chiamato a risollevare e ricompattare un ambiente sportivamente depresso dopo un'amara e non decorosissima retrocessione, con l'obiettivo di riportarlo quanto prima in Serie A. Con il Monza ci è riuscito, adesso oneri e onori di ripetersi con il Pisa, che lo ha ufficializzato poco fa come nuovo tecnico.
Scelta che, stando a quello che è il suo percorso sportivo, sulla carta si rivela giusta, ma Bianco è un tecnico che ha dimostrato di saper andare anche oltre l'aspetto sportivo. L'harakiri contro il Mantova alla penultima giornata dello scorso torneo di Serie B, avrebbe ucciso chiunque - la A diretta era cosa fatta ma è sfumata -, ma non quel Monza tenuto in piedi a livello mentale dall'allenatore, che con una semplicità disarmante, prima della finale playoff parlò così: "Ai ragazzi ho fatto l'esempio di Michelangelo, che vedeva già il capolavoro all'interno del blocco di marmo, doveva solo togliere i pezzi che non servivano". Niente pressioni, solo esempi positivi.
Non solo, fu esemplare quando decise di tutelare Armando Izzo, nel momento in cui si parlava solo della storia tra il difensore e Raffaella Fico: "Son cose private loro. Mi interessa solo che Izzo continui a volare sul campo esattamente come sta facendo adesso". Perché la squadra va tutelata, e a farlo deve essere il suo condottiero.
Che il Monza, a un certo punto della stagione, aveva persino messo in discussione, ravvedendosi poi per tempo. Perché non era semplice ricostruire dalle macerie, che forse in Brianza erano pure meno di quelle che Bianco troverà a Pisa. Ma il carattere per andare oltre non gli manca. Del resto, come da lui stesso detto in una delle conferenze di campionato, "la follia è di chi vuole aggiungere qualcosa di importante nella vita, essere troppo ponderati non porta da nessuna parte"; non saranno certo due cocci in più a spaventarlo.
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