Palladino torna in Serie A, Bologna è la quarta tappa. Come sono andate le altre
La panchina dei rossoblù all'allenatore di Mugnano: ricapitoliamo le sue precedenti avventure tra Monza, Fiorentina e Atalanta.
Il Bologna in serata ha rotto gli indugi e preso una decisione forte, destinata a far discutere. Lo sta già facendo, in realtà, quando ancora mancano i crismi dell'ufficialità, e segna il ritorno nel nostro campionato di Raffaele Palladino, che per la terza volta su quattro comincia prendendo una squadra in corsa. Lo aspettano i rossoblù, con cui firmerà un triennale.
Lo ha scelto Berlusconi
Palladino nel capoluogo emiliano prenderà la quarta squadra diversa nella sua ancor giovane carriera da allenatore. Cominciata nel settembre 2022 per volontà dell'allora patron Silvio Berlusconi che, con l'ultimo guizzo da presidente di calcio, affidava a lui il Monza dopo la partenza horror con Stroppa in Serie A. Una decisione che ha portato i frutti, con una risalita che ha portato i brianzoli fino all'11° posto in classifica. Con una replica quasi identica, da 12° posto tranquillo, l'anno successivo.A Firenze risultati e critiche
Quindi è arrivata la prima, grande occasione. Alla Fiorentina, che lo aveva scelto come sostituto di Italiano (per un incrocio di carriere che avverrà anche a Bologna, interrotto giusto dalle poche partite con Tedesco in panchina). Nonostante le critiche per la proposta di gioco, i viola arrivano al 6° posto - miglior risultato dell'era Commisso e dell'ultimo decennio in Serie A - e in Conference League si arrendono solo in semifinale al Betis. Poi la rottura con l'allora DS Pradè che lo aveva portato a dimettersi, nonostante l'opzione attivata.Bergamo e il chiaroscuro
Dopo Firenze, è arrivata la chiamata da Bergamo. Era lo scorso novembre, quando i Percassi lo sceglievano per risollevare l'Atalanta dalla partenza stentata con Juric. Detto, fatto: nonostante un andamento discontinuo, la Dea chiude il campionato al 7° posto - e quindi in Europa, per quanto la 'meno nobile' Conference - senza scordarsi dell'emozionante rimonta nel playoff di Champions con il Borussia Dortmund, ma anche il successivo capitombolo con il Bayern e l'amara eliminazione in semifinale di Coppa Italia ai rigori contro la Lazio. Il finale, con tanto di separazione piuttosto burrascosa e cacciata senza risoluzione consensuale, non è stato dei migliori, ma oggi per Palladino sarà poco più che un ricordo. Un retaggio del passato, per quanto recente. Il suo presente e il suo futuro, oggi, si chiamano Bologna. Per un altro compito tosto e da subentrato: quello che sta diventando il suo abito.Altre notizie
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