Adani: "Chi parla di giochisti e risultatisti non rispetta la lingua italiana e non ha studiato"
Nel corso di una lunga intervista concessa a Repubblica, Lele Adani ha parlato del campionato italiano e delle sue difficoltà: "Modric è una leggenda. Il punto è che siamo presuntuosi quando ci rapportiamo agli altri campionati. E non mi riferisco alla Premier, alla Liga o alla Bundesliga. Questa presunzione viene smascherata, direi umiliata, quando ci scontriamo con la Norvegia o i club norvegesi, oppure quando il Milan esce col Feyenoord e la Juve col PSV: per un paio di settimane ci diciamo che abbiamo dei problemi, salvo poi continuare a vivere di campanilismo e mediocrità. Il nostro calcio ha presentato pochi giorni fa la partita più attesa, il derby milanese, mostrando un gioco fatiscente".
L’emersione del Bodo che cosa dice della polemica tra i cosiddetti giochisti e risultatisti?
"Non entro nel merito della terminologia. Chi parla così non rispetta la lingua italiana e non ha studiato l’evoluzione del calcio, limitandosi a mantenere la comunicazione mediocre per accreditarsi nel dibattito. Il calcio invece ci mostra che ogni allenatore vuole arrivare al risultato: spiegare questo processo costa studio, fatica, comprensione".
La carriera di Adani
Adani ha vissuto una carriera da calciatore come difensore centrale, iniziando nel Modena in Serie B e passando per Lazio, Brescia – dove ha conquistato una promozione in Serie A e lasciato un segno indelebile con oltre 160 presenze – Fiorentina e Inter. Con i viola ha vinto una Coppa Italia nel 2001, mentre all'Inter ha segnato un gol memorabile in Coppa Italia contro la Juventus nel 2004, dedicandolo a un giovane tifoso scomparso di casa, episodio che ha commosso l'Italia. Dopo il ritiro nel 2011, si è affermato come opinionista e commentatore calcistico di grande popolarità, su Rai e Sky in particolare.
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