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tmw / napoli / Il Due di Piccari
L’Inter firma lo scudetto, sorpasso Napoli. Gasperini senza difesa. Milan Max riflessioneTUTTO mercato WEB
Oggi alle 11:02Il Due di Piccari
di Marco Piccari

L’Inter firma lo scudetto, sorpasso Napoli. Gasperini senza difesa. Milan Max riflessione

Come tutte le settimane torna la rubrica del direttore di TmwRadio Marco Piccari, che analizza i temi principali della 31ª giornata Due di Cuori L’Inter travolgente è sempre un bel vedere. La squadra di Chivu ha spazzato via la Roma con 5 gol, offrendo la migliore versione dei nerazzurri. Una vittoria piena e convincente che mette la firma sullo scudetto, conquistando il cuore dei tifosi. Quando l’Inter è in versione valanga non c’è niente da fare. Contro la Roma ha dato una dimostrazione di forza impressionante. Lautaro è stato l’anima e la guida del gruppo, Calha è stato il tuttocampista che con un gol pazzesco ha trovato la chiave del match e Thuram, con due assist e un gol, è ritornato quello dei tempi migliori. La “Thu-La” è tornata a splendere e l’Inter ha conquistato tre punti pesanti. La direzione scudetto è ormai tracciata. A far battere il cuore ci ha pensato anche il Napoli che, al Maradona, ha superato il Milan, prendendosi il secondo posto in classifica. Una partita equilibrata, tosta e con poche occasioni, dove la paura di perdere è stata ben presente. A qualcuno una gara del genere non sarà piaciuta - e ci può anche stare -: le emozioni sono state poche e il divertimento ancora meno. Alla fine, però, sono arrivati tre punti importanti per il Napoli: una vittoria di Conte, che con i cambi ha inciso sul match. Alisson ha spaccato la partita e Politano ha dato il colpo di grazia. Un successo che porta il Napoli a -7 dall’Inter, tenendo accesa nel cuore dei tifosi partenopei la speranza scudetto. Questo conta più dello spettacolo. Due di Picche La nota stonata della giornata è la Roma di Gasperini, asfaltata dall’Inter. Pesante la sconfitta esterna dei giallorossi, che giocano bene per una parte del primo tempo e poi affondano sotto i colpi dei nerazzurri. Deboli mentalmente, per stessa ammissione del tecnico, sono crollati dopo il gol di Calha. Sinceramente, la spiegazione convince poco: da un mese la Roma ha perso le sue certezze. La difesa incassa gol con continuità: ben 9 nelle ultime 4 partite e 15 negli ultimi due mesi. L’ingranaggio si è inceppato e alcuni giocatori, come Ndicka ed Hermoso, contro l’Inter sono sembrati svuotati. La squadra costruisce poco e segna ancora meno: appena 5 reti negli ultimi 4 confronti. L’effetto Malen non è bastato. Negli scontri diretti nessuna gioia; un altro tasto dolente della gestione Gasperini. Una frenata e un’involuzione che preoccupano. Questa Roma ha un solo punto in più rispetto a quella del trio De Rossi–Juric–Ranieri della scorsa stagione dopo 31 giornate: un confronto che alimenta riflessioni. La Roma attuale, almeno come rosa, sembra migliore di quella precedente, ma tra infortuni e scelte tecniche risulta impoverita. Le riflessioni da fare ci sono e non riguardano solo l’allenatore. Ora Gasperini, in questo finale, deve trovare una soluzione per evitare che la stagione diventi fallimentare. Il rischio di trovarsi in Conference League è alto, l’Atalanta incalza. Un simile scenario, alla prima stagione del Gasp, non sarebbe certo accolto con entusiasmo e la responsabilità non potrebbe essere addossata solo a chi ha costruito la squadra. Si ferma anche il Milan che, contro il Napoli, perde il secondo posto salutando la corsa scudetto. I 9 punti di distacco dall’Inter, a sette giornate dalla fine, sono decisamente tanti. “Pensiamo alla Champions”, ha dichiarato Allegri nel post gara. Per carità, rispetto alla scorsa stagione è sicuramente uno step di crescita, ma con un solo impegno a settimana e le tante occasioni sprecate, qualche riflessione è doverosa. I punti persi contro squadre di medio-bassa classifica, la sconfitta contro una Lazio rimaneggiata in un momento cruciale nella corsa scudetto e una sbiadita identità tattica - più orientata a conservare che ad attaccare - meritano la massima attenzione. Pensare che questo Milan non potesse fare di più sembra una difesa a oltranza di Allegri. Ormai va di moda sottolineare ciò che manca a certi allenatori per giustificare i risultati. Ma se la colpa è sempre degli altri, dove finiscono i meriti dei tecnici, peraltro molto ben pagati? Oggi una squadra e un club perfetti in Serie A non esistono: serve il lavoro degli allenatori volto a valorizzare ciò che hanno, senza troppe giustificazioni. Jolly Il jolly della settimana lo pesca il Napoli. Politano entra dalla panchina e sblocca la partita contro il Milan, segnando un gol pesantissimo che porta gli azzurri al secondo posto e tiene ancora vivo il campionato. Incisivo!