Napoli, prima le cessioni: il rebus De Bruyne e il possibile sacrificio di Vergara
Il Napoli riparte da una certezza acquisita a caro prezzo: la fretta è una cattiva consigliera. Dodici mesi fa il club azzurro si ritrovò costretto a immettere nove rinforzi in un organico ridotto all'osso dopo il decimo posto del 2024, e almeno la metà di quegli acquisti si sono rivelati sbagliati o strapagati. Kevin De Bruyne, Lorenzo Lucca, Sam Beukema e Noa Lang su tutti: operazioni costose anche per via della tempistica, perché chi vende a giugno e luglio è meno disposto a fare sconti rispetto ad agosto. Stavolta il direttore sportivo Giovanni Manna vuole muoversi con più lucidità, e la priorità è snellire l'organico.
I rientri dai prestiti: chi resta, chi va
Con i tanti giocatori tornati alla base dopo i prestiti, il Napoli deve fare ordine prima di pensare agli acquisti. Rafa Marin e Noa Lang sono quelli con maggiori chances di essere recuperati alla causa. Lucca, Lindstrom, Cajuste e Ngonge sono invece destinati a essere dirottati altrove, salvo che Massimiliano Allegri non decida di valutarli nella prima fase del ritiro estivo a Dimaro.
Il rebus De Bruyne
Il campione belga è il primo enigma che Allegri dovrà affrontare, non appena il suo ingaggio potrà essere ufficializzato. De Bruyne non ha mai legato con Conte, è stato frenato da un grave infortunio e ha dato la sensazione di non essersi mai calato pienamente nella sfida italiana. Resta un lusso che il Napoli può ancora permettersi, ma solo a una condizione: che l'ex capitano del Manchester City abbia la voglia e la forza di mettersi davvero al centro del progetto azzurro, cosa che nella sua prima stagione in Serie A è avvenuta poco.
Rrahmani, Vergara e la gestione dei rinnovi
Senza fretta, ma con chiarezza. Tra i rinnovi da affrontare, scrive La Repubblica, il primo è quello di Amir Rrahmani. Sul fronte delle cessioni, invece, Antonio Vergara si candida a essere il primo sacrificato nel nome delle plusvalenze. Il messaggio della società è chiaro: niente mosse affrettate, niente cartellini pagati fuori mercato per la necessità di chiudere in fretta. Gli errori dell'estate scorsa non si ripetono.
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