Leao è la sfida d'orgoglio di Mendes. E sta creando un problema a Cardinale
Da ieri Mendes è a Milano: Leao ha detto no all'Arabia. Il Galatasaray non rilancerà. Cardinale in arrivo. Il rischio che vada a scadenza
Sei ore di riunione, con tutte le parti coinvolte. Il Milan e Jorge Mendes, o il Milan, con Jorge Mendes, per dirla ancor meglio. E poi l'entourage di Rafael Leao, per sbrogliare una situazione che in questo momento è decisamente chiara. Il club rossonero chiede oltre 50 milioni di euro, si arriva circa sui 60, per cedere il fantasista numero 10. E Gerry Cardinale, in arrivo nelle prossime 24-48 ore a Milano, si è affidato a Mendes per la cessione del calciatore. Solo che in due mesi il numero uno di Gestifute, che in entrata ha portato al Milan Goncalo Ramos e Diego Moreira, oltre che l'intermediazione per Ruben Amorim, per adesso alle uscite è a "0". E quella di Leao è la partita più importante, che si sta giocando sull'orgoglio di Mendes ma sulla pelle delle casse del Milan.
Leao ha detto no all'Arabia Saudita. Il Galatasaray resta la pista concreta
Per adesso l'agente ha portato manifestazioni d'interesse, nessuna offerta concreta. E poi Rafael Leao ha già detto di no all'Arabia Saudita, e altrettanti sondaggi dalla Premier League, destinazione che però non può coprire lo stipendio chiesto dallo stesso giocatore che per questo ha detto di no ad Aston Villa e Newcastle. Mendes sta pensando a operazioni di scambi, teoricamente lo scambio col Manchester City per Ruben Dias, ma anche in questo caso i Citizens non si avvicinerebbero alle richieste del giocatore. Cardinale chiaramente non sta gradendo questo lungo stallo e uno dei pochi club (adesso l'unico) in grado di trovare accordo e gradimento di Rafael Leao è il Galatasaray. L'offerta già emersa nelle scorse ore da 40 più bonus è il tetto massimo a cui si spinge il Gala: nessun rilancio, nessuna controproposta.La riunione e nessuna offerta sul tavolo da Mendes
L'attesa dei turchi chiaramente non sarà eterna, la shortlist ha altri nomi di primo piano e intanto Mendes, ieri in sede anche (e soprattutto) per discutere del futuro di Leao, continua con la sua personale gara d'orgoglio. Perché le destinazioni finora paventate, ma senza proposte ufficiali per Leao (che ha preso peraltro posizione sugli equilibri che lo riguardano in un post social recente), sono state già respinte. E nessuna, in ben due mesi, si sarebbe comunque avvicinata alla soglia richiesta dei 60 (o quasi) milioni di euro.Il rischio concreto di Leao a scadenza
Il rischio pesantissimo per il Milan è che, anche con Diego Moreira in casa e a pesar nelle casse, la casella delle cessioni continui a piangere. E siccome quella di Rafael Leao sarebbe quella più conveniente per i conti del Milan, è una partita che al momento ha un'unica destinazione aperta per il ragazzo ed è quella che porta alla Turchia. Anche perché, altrimenti, il rischio concreto, per il club è di tenerlo a scadenza (2027), dopo che Cardinale negli incontri post-epurazione della dirigenza aveva fatto capire di aver messo in vendita Leao. Si è affidato a Mendes, numero uno dell'agenzia più premiata e celebre del globo, per risolvere la questione. In due mesi, nessuna soluzione. Negli scorsi anni un Milan in regime di sostenibilità, vedeva i risultati sportivi, e di conseguenza economici, come aspetti a cui mirare ma non era andato mai all-in come adesso. Il rischio è una strada senza uscita.Articoli correlati
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