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Manchester City, dentro il caso che può scuotere il calcio inglese: cosa rischiano i CitizensTUTTOmercatoWEB
Oggi alle 00:42I fatti del giorno
di Michele Pavese

Manchester City, dentro il caso che può scuotere il calcio inglese: cosa rischiano i Citizens

Il club inglese sarebbe stato ritenuto colpevole di 114 delle 115 violazioni contestate: ora si apre il capitolo delle sanzioni, con vari scenari possibili
Il caso che da anni tiene con il fiato sospeso il calcio inglese potrebbe essere arrivato a una svolta decisiva. Secondo quanto riportato da The Athletic, una commissione indipendente avrebbe riconosciuto il Manchester City colpevole di 114 delle 115 violazioni finanziarie contestate dalla Premier League. Una decisione che, se confermata al termine dell’iter previsto, potrebbe avere conseguenze pesantissime sul futuro dei Citizens e sugli equilibri dell’intero movimento. La possibile sentenza, però, non rappresenterà ancora la fine della vicenda. Le sanzioni non sono state stabilite e il Manchester City, che ha sempre respinto ogni accusa, dovrebbe presentare ricorso. Il club ha già ribadito la propria posizione attraverso una nota ufficiale, sottolineando come il procedimento sia ancora in corso e soggetto a rigidi vincoli di riservatezza. "Il procedimento della Premier League è ancora in corso, con aspetti significativi ancora da completare, ed è soggetto a un rigoroso obbligo di riservatezza", ha spiegato un portavoce della società. Il City ha inoltre ricordato di aver "rispettato diligentemente il giusto processo per otto anni", confidando nell’operato di organi "indipendenti, imparziali ed equi".

Dalle rivelazioni di Football Leaks all’inchiesta della Premier League

La vicenda nasce nel novembre 2018, quando Der Spiegel pubblicò una serie di documenti legati a Football Leaks, sollevando dubbi sulla gestione finanziaria del Manchester City e sulle modalità con cui il club avrebbe rispettato le regole del Fair Play Finanziario. La UEFA avviò un’indagine ufficiale e nel febbraio 2020 inflisse ai Citizens una squalifica di due anni dalle competizioni europee, oltre a una multa da 30 milioni di euro. Il provvedimento, però, venne successivamente ribaltato dal Tribunale Arbitrale dello Sport (CAS), che annullò il divieto europeo ritenendo alcune accuse non dimostrate o ormai prescritte secondo i regolamenti UEFA. Il City fu comunque condannato per la mancata collaborazione con gli investigatori e la multa venne ridotta a circa 8,8 milioni di sterline. Parallelamente, la Premier League aveva proseguito una propria indagine, culminata nel febbraio 2023 con la formulazione ufficiale di 115 contestazioni relative al periodo compreso tra il 2009 e il 2018, oltre alla mancata collaborazione durante l’inchiesta successiva..

Le accuse contro il Manchester City

Le contestazioni della Premier League riguardano diverse aree della gestione finanziaria del club. Il gruppo principale comprende 54 presunte violazioni legate alla mancata comunicazione di informazioni finanziarie accurate tra le stagioni 2009-10 e 2017-18. Secondo l’accusa, il City avrebbe fornito dati non corretti sui ricavi e sulla propria situazione economica. Altre 14 contestazioni riguardano i pagamenti a giocatori e allenatori, con la Premier League che sostiene che alcuni compensi non siano stati comunicati in modo completo. Sono poi presenti sette accuse relative alle regole di redditività e sostenibilità finanziaria (PSR), cinque riguardanti la presunta violazione delle norme UEFA sul Fair Play Finanziario e ben 35 contestazioni per mancata collaborazione con gli investigatori tra il dicembre 2018 e il febbraio 2023. Il Manchester City ha sempre negato ogni irregolarità, sostenendo di avere rispettato le regole e contestando la ricostruzione della Premier League.

Cosa rischia davvero il City?

Il punto centrale ora riguarda le possibili sanzioni. Il regolamento della Premier League, in particolare la norma W.51, concede alla commissione disciplinare un margine molto ampio nella scelta delle punizioni. Il ventaglio delle possibilità è estremamente vasto: si parte da un semplice richiamo formale, passando per una multa economica, fino ad arrivare alle ipotesi più pesanti come una penalizzazione di punti in classifica o addirittura l’espulsione dalla Premier League. La commissione potrebbe anche combinare più sanzioni contemporaneamente, valutando il numero e la gravità delle violazioni accertate. Una penalizzazione di punti potrebbe essere applicata sia nella stagione corrente sia con effetto retroattivo. Quest’ultima ipotesi aprirebbe interrogativi sui risultati ottenuti dal City negli anni oggetto dell’inchiesta. Secondo diversi esperti di diritto sportivo inglese, però, la revoca dei titoli conquistati appare uno scenario improbabile. La Premier League potrebbe intervenire sulla classifica, ma difficilmente si arriverebbe alla cancellazione dei trofei vinti tra il 2009 e il 2023. Durante il periodo sotto esame, il Manchester City ha conquistato tre Premier League, due FA Cup, quattro League Cup e un Community Shield. Dal 2008, anno dell’acquisizione da parte dell’Abu Dhabi United Group, il club ha vinto complessivamente otto campionati inglesi, quattro FA Cup, sette League Cup e una Champions League. Anche il trionfo europeo del 2023 contro l’Inter non sarebbe a rischio: il procedimento riguarda esclusivamente la Premier League e non ha competenza sulle competizioni UEFA.

Espulsione dalla Premier o retrocessione?

Tra gli scenari più estremi c’è l’esclusione dalla Premier League, prevista dal regolamento come possibile sanzione disciplinare. La commissione, però, non può decidere direttamente la retrocessione in Championship, perché la Premier League e la English Football League sono organismi separati. Una pesante penalizzazione di punti potrebbe comunque portare il City a retrocedere sul campo. Si tratta di uno scenario senza precedenti per un club che negli ultimi quindici anni è diventato una delle superpotenze mondiali del calcio.

Il possibile fronte dei risarcimenti

Il verdetto potrebbe inoltre aprire un nuovo capitolo giudiziario. Sempre secondo The Athletic, diversi club di Premier League starebbero valutando la possibilità di chiedere un risarcimento danni al Manchester City. Alcune società avevano già incaricato i propri legali di analizzare eventuali richieste, ma la decisione della commissione avrebbe dato nuovo impulso alle discussioni. L’ipotesi è che le presunte violazioni del City possano aver alterato la competitività del campionato, danneggiando altre squadre private di possibili qualificazioni europee, premi economici o maggiori ricavi commerciali. Un precedente esiste già: nel giugno scorso una commissione indipendente aveva stabilito che l’Everton dovesse risarcire il Burnley con 35,1 milioni di sterline (circa 40,8 milioni di euro) per una violazione delle regole finanziarie che avrebbe garantito un vantaggio sportivo ai Toffees.

La battaglia non è ancora finita

Nonostante il presunto verdetto rappresenti un passaggio storico, il caso Manchester City è tutt’altro che concluso. Il club presenterà probabilmente ricorso e ogni eventuale sanzione dovrà superare ulteriori passaggi procedurali. La decisione finale potrebbe richiedere ancora tempo, ma una cosa appare ormai chiara: dopo anni di successi e dominio sportivo, il Manchester City si trova davanti alla sfida più difficile della propria era. Non sul campo, ma nelle aule della giustizia sportiva.

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