Sara Meini (Rai): "Calcio femminile, riparte la Serie A. Con il sorriso e qualche battaglia ancora da vincere"
La stagione del calcio femminile è già ricominciata con la Women’s Cup, conquistata dalla Juventus. Ma questo fine settimana arriva il momento del primo vero fischio d’inizio: parte il nuovo campionato di Serie A. A raccontarlo per Rai Sport, come sempre da bordocampo, ci sarà Sara Meini, inviata che da anni segue da vicino il calcio in rosa e che quest’anno si prepara a vivere una stagione con ancora più motivazioni.
Ci siamo, finalmente il fischio d’inizio ufficiale del nuovo campionato. Sei pronta?
"Siamo pronte e, soprattutto, siamo curiose di vedere cosa ci aspetta. In realtà abbiamo già iniziato a seguire la nuova stagione: dalla finale della Women’s Cup a Viareggio, vinta dalla Juventus, alle partite della nostra splendida Nazionale Under 20 con il Ct Matteucci. Ma adesso si fa davvero sul serio: con il campionato entriamo nel vivo e non vediamo l’ora di raccontarlo".
Parli al plurale… perché?
"Perché anche noi siamo una squadra! La telecronista, come sempre, sarà Tiziana Alla e accanto a lei ci sarà la nostra opinionista e amica, Katia Serra. Katia è una vera enciclopedia del calcio femminile: conosce questo mondo profondamente e avere la possibilità di raccontare le partite insieme a lei è sempre un valore aggiunto. E anche da bordo campo, io e Katia, proveremo a raccontare tutto quello che succederà in questa nuova stagione".
Quest’anno ci sarà una novità assoluta per Rai Sport: inizierà una nuova trasmissione dedicata al calcio femminile. Finalmente…
"Eh sì, finalmente! Intanto voglio ringraziare Rai Sport, il direttore Marco Lollobrigida e anche il capo del calcio, Alessandro Antinelli, che da sempre crede in questo sport, oltre a tutte le persone che hanno voluto questa trasmissione. Si chiamerà “La Rosa del Calcio”, andrà in onda il martedì e sarà condotta da Simona Cantoni. Io parteciperò dall’esterno, con servizi e interviste, mentre la parte centrale del programma sarà realizzata da Roma. È davvero una grande occasione, soprattutto in un anno così importante per il calcio femminile. Perché, alla fine, l’obiettivo di tutte è uno solo".
Ovvero?
"Ovvero andare al Mondiale in Brasile. Tutte tifiamo per le nostre Azzurre, ma ci aspettano sfide difficili nei playoff e sarà fondamentale sostenere l’Italia di Soncin, che ha bisogno del supporto di tutti. E poi, per me, ci sarà un’emozione in più: il ritorno della prima sfida importantissima contro la Bielorussia si giocherà a casa mia, a Firenze, allo stadio Franchi. Ci teniamo tantissimo, davvero più di ogni altra cosa. Perché noi che seguiamo queste ragazze da tanti anni, ormai, siamo anche le loro prime tifose".
Ma torniamo al campionato. Quali squadre vedi più avanti?
"Credo che le squadre più forti siano ancora una volta le stesse. La Juventus, che ha già vinto la Women’s Cup, ma anche la Roma, che è stata sconfitta soltanto ai rigori e non ha affatto demeritato. Ma credetemi le squadre si sono rinnovate tanto, per questo siamo particolarmente curiose. Poi ci sono Inter, Fiorentina e Milan. Non vedo l’ora di vedere da vicino il Napoli di Spugna e, naturalmente, il Como 1907 di Selena Mazzantini".
Dici il suo nome con una certa sottolineatura…
"Sì, perché Selena è l’unica allenatrice italiana che abbiamo in Serie A. La sua vice è Patrizia Panico e sono contenta anche per lei, poi c’è l’olandese Susanne Bakker al Milan e per il resto abbiamo allenatori uomini. E allora, permettetemi di togliermi un piccolo sassolino dalla scarpa: davvero non abbiamo altre allenatrici italiane che possano sedersi su una panchina di Serie A? Non lo dico per fare una battaglia di genere, ma perché credo che ci siano donne che meritino questa opportunità. E sarebbe bello vederne qualcuna in più".
Nel calcio femminile si fanno alcuni passi avanti, ma spesso si ha anche la sensazione di rimanere fermi.
"È così, purtroppo. E ancora oggi faccio fatica a capire fino in fondo se in Italia si creda davvero nel calcio femminile. Anzi, a volte sento ancora dirigenti del calcio maschile dire, in via ufficiale o meno: “Ma buttiamo via questi milioni nelle squadre femminili?”. E quando sento certe cose, sinceramente, rabbrividisco. Perché significa che c’è ancora qualcuno che considera il calcio femminile un costo e non un investimento. Immagino cosa provino a sentire certe cose la presidentessa della Divisione Femminile Federica Cappelletti o la capo delegazione della Nazionale Sara Gama, due persone che ogni giorno si battono per questo movimento. Ma ce ne sono tante altre…".
"Ci sono ancora tanti passi avanti da fare e, ancora una volta, credo che dovremo conquistarli anche attraverso i risultati sul campo. Perché, a differenza del calcio maschile, anche in questo caso le donne devono dimostrare qualcosa in più. Devono dimostrare di meritare quello spazio, quella fiducia, quelle risorse. Ma il campo, alla fine, è il giudice più importante: ed è lì che le nostre ragazze stanno dimostrando, settimana dopo settimana, quanto valgono".
Vi avviate a questa nuova stagione con ottimismo?
"Certo, ci mancherebbe! Con ottimismo e sempre con il sorriso. Però ci sono anche tante cose che ci fanno arrabbiare, e lo diciamo con cognizione di causa, perché noi ogni settimana siamo sui campi, vediamo situazioni e strutture ancora assurde e parliamo con le calciatrici, con gli allenatori e con i dirigenti. Sappiamo bene che tante cose sono state fatte e tante altre si stanno facendo. Ma sappiamo anche che tante cose si potrebbero fare e, semplicemente, non si vogliono fare. E questo dispiace. Io mi auguro che si continui a crescere e che, al più presto, le nostre ragazze non siano costrette ad andare in America o all’estero per trovare la loro dimensione, la loro gloria, le loro opportunità. Mi piacerebbe che fossero felici di restare qui, nel nostro campionato, perché significherebbe che avremo costruito un calcio femminile davvero forte, credibile e capace di trattenere i suoi talenti".
In bocca al lupo quindi alla squadra di Raisport.
"Evviva il lupo ed evviva la Rai che ci crede e che investe sul calcio femminile".
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