De Laurentiis: "Il Napoli non è in vendita. Chiedono di pagare in tre anni. E poi voglio lo stadio"
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Pierpaolo Matrone
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22.10.2026 13:53Serie A
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"Il Napoli non è in vendita". Pensieri e parole di Aurelio De Laurentiis, presidente del Napoli, intervenuto ai microfoni di Radio Kiss Kiss dopo le voci insistenti - confermate anche dal diretto interessato - circa l'interessamento forte da parte del patron del Napoli Basket Matt Rizzetta. ADL prosegue ricordando che non è la prima volta che c'è un interesse dall'estero: "Se ci fu una proposta degli arabi anni fa? Furono 3,5 miliardi e la mia risposta fu 'Ma io devo andare in pensione o mi devo ancora divertire?'. Io sapevo fare e so fare il cinema. Il calcio non lo sapevo fare, ma ho fatto la gavetta e ho imparato, ora credo di farlo abbastanza bene, nonostante le difficoltà di un calcio che è vecchio e che andrebbe completamente rivisitato e liberato dal gioco di chi le squadre non le ha ma ci conduce per mano giorno dopo giorno: "
C'è quest'offerta di Rizzetta di 2,26 miliardi?
"A un certo punto, circa un anno fa, io ricevo una richiesta di incontro da Matt Rizzetta, che io non conoscevo. Io per educazione rispondo e accetto l'incontro. Lui mi introduce a un paio di fondi che lui rappresentava. Questi fondi volevano comprare il Napoli. E' accaduto fino a febbraio-marzo scorsi. A un certo punto abbiamo messo i nostri e i loro avvocati a confrontarsi. Prima di dare un valore effettivo - dissi - bisogna fare una due-diligence. E io avevo messo a disposizione tutta l'amministrazione del gruppo. Ma questa due-diligence non iniziava mai. Per me era strano perché è la prima cosa che si fa quando vuoi acquistare qualcosa. Ok che siamo sempre stati considerati perfetti, ma uno deve sempre guardare cosa può nascondersi o non nascondersi nella società, perché magari anche a nostra insaputa potrebbe esserci qualcosa, delle tasse straordinario, non so. Questa due-diligence non cominciava mai. E questa cosa mi divertiva molto, volevo vedere fino a che punto si potesse arrivare. Alla fine questa cifra di 2 miliardi e 260 milioni volevano pagarla una parte subito alla firma e un'altra parte in tre anni. Il mio ruolo si sarebbe così ridotto sempre di più, fino a diventare solo presidente onorario. Allora dissi: cari signori, voi che garanzie mi date che il lavoro di 22 anni non vada a ramengo? Io ho responsabilità verso la città, verso la Regione, verso un popolo che già la Nielsen certificò in 83 milioni di supporters nel mondo occidentale. Quando l'altro anno feci la proiezione al Chinese Theatre del film dello Scudetto di Conte ebbi un successo straordinario. Andai a visitare San Pedro, a mezzora dal centro di Beverly Hills, e scoprii che c'erano 30 mila tifosi del Napoli solo a San Pedro. Rimasi impressionato letterlamente. Noi in questi anni abbiamo stravolto un po' le regole del gioco, ci siamo sviluppati da soli il brand, abbiamo fatto le maglie della squadra, abbiamo fatto accordi con Armani. Abbiamo fatto molti passi in avanti che altri club non fanno, per questo chiesi le garanzie, visto che non sarei rimasto al comando. Al di là dei soldi, che sono importanti ma sono l'ultima cosa. Quando mi viene detto che alle spalle ci sono 2-3 fondi, ma poi non ci sono i soldi e vuoi dilatare il pagamento in 2-3 anni...
Perché Rizzetta era allo stadio per Napoli-Bodo/Glimt?
"Perché Rizzetta vuole venire a vedere le partite, perché dovrei vietarglielo? Mi chiede di essere ospitato in tribuna d'onore, io ospito già tante persone, perché non ospitare anche lui? Ci siamo visti vis-a-vis in un hotel perché lui mi ha invitato a vedere una partita di basket. Io ho accettato volentieri. Ci ha riprovato, mi ha chiesto se fossi interessato a vendere. Io gli ho detto: 'Matt, abbi pazienza. Non ricominciamo con questa telenovela'. E' importante rimanere in buone relazioni. Io voglio fare lo stadio, che sarà un grande impegno, anche fisico perché bisognerà mettersi il cappello del costruttore sulla testa e stare lì tutti i giorni a mettere mattone dopo mattone per creare una realtà che ad oggi non esiste. Lui probabilmente avrebbe accettato il Maradona, ma secondo me al Maradona sarebbe molto utile fare un parco lì a Piazzale Tecchio, riempirlo di verde, una volta fatto uno stadio nuovo. Anche perché quella zona telluricamente ha dei problemi. Io per il momento non ho deciso di vendere, ma se decidessi di vendere preferirei vendere a un napoletano e non a un americano perché ognuno conosce casa propria, conosce le persone con le quali si deve rapportare e il rapporto poi è nella quotidianità".
Quindi se si presentasse un napoletano preferirebbe vendere a lui?
"Se un napoletano volesse sostituirmi tra 2-3-5 anni, uno dice 'Vabbè, ho lavorato per questa città e per un popolo che ho imparato ad amare grazie a mio padre'. A me hanno sempre dato del visionario, perché guardavo sempre il futuro, capivo che tutto si sarebbe modificato. Quando parlavo delle piattaforme, dicendo che queste avrebbero scalzato Hollywood, che il cinema sarebbe cambiato... Ma questo non vuol dire che non ci saranno più contenuti filmici, perché raccontano passato, presente e futuro. Ma la mia visione è che il calcio dovrà cambiare. Quando vedo che in Inghilterra c'è un rosso di oltre 700 milioni di pounds. Se anche loro che fatturano più di tutti stanno in braghe di tela, vuol dire che il calcio va rivisto. In questo hanno ragione gli americani. Con l'NBA si sono fermati 7-8 mesi, hanno rivisto tutto e oggi hanno 30 squadre di pallacanestro, con la più piccola che vale 3,5 miliardi di dollari e la più grande 12 milioni di dollari. Dovremmo avere il coraggio di fermarci, invece qui continuiamo a fare le lotte con Malagò, con Abodi, con lo Stato, col Governo, con la FIFA, con la UEFA, con Infantino. Qui bisogna sedersi per rigenerare uno sport che è amato ancora dai bambini. Se perdiamo i bambini, perdiamo il nostro futuro".
Se Rizzetta volesse solo entrare in società? Si può aprire a una collaborazione?
"Matt Rizzetta è un uomo d'azione. Essendo un uomo d'azione, difficilmente potrebbe avere qualcuno come me che non è abituato a condividere, se non con i propri collaboratori, le decisioni che vanno prese univocamente, quando il finale non si conosce. Il calcio propone un film e il finale va scritto in itinere. Avete visto la Roma com'è stata ripresa da Mourinho? Immaginavate che sarebbe finita 4-3?
Noi abbiamo preferito più il 4-3 di Napoli-Bodo/Glimt.
"Noi dobbiamo ancora lavorare, dobbiamo recuperare gli infortunati, dobbiamo rimanere sereni e tranquilli. Abbiamo un uomo di grande esperienza alla guida e quindi bisognerà avere soprattutto pazienza. Nella vita si vince e si perde. Ma quando si perde non bisogna buttare il bambino con tutta l'acqua sporca. Bisogna saper aspettare, riconoscere gli errori e modificare quello che è modificabile, tutti insieme".
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