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Napoli, l'astinenza di Hojlund preoccupa: da Conte ad Allegri i numeri si sono dimezzati

autore
Pierpaolo Matrone
Oggi alle 18:30Serie A
autore Pierpaolo Matrone
25.10.2026 18:30Serie A
Il rendimento di Hojlund è crollato rispetto alla scorsa stagione: appena 2 gol e zero assist in 808 minuti. Con Conte aveva prodotto 24 tra reti e assist.
www.imagephotoagency.it
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I numeri raccontano meglio di qualsiasi impressione il momento complicato di Rasmus Hojlund. Il centravanti era arrivato al Napoli sul gong del mercato estivo 2025, senza neppure un giorno di ritiro con i nuovi compagni e con la responsabilità immediata di sostituire l'infortunato Lukaku. Nonostante queste premesse, nella stagione 2025/26 con Antonio Conte aveva chiuso con 24 partecipazioni dirette a un gol in 3.635 minuti, tra reti e assist: una ogni 151 minuti. Un rendimento che non si limitava alla finalizzazione. Gli 8 assist rappresentavano infatti il suo record personale in carriera e fotografavano un attaccante capace di lavorare per la squadra, giocare di sponda e contribuire alla produzione offensiva anche senza segnare. Un anno dopo, con un'intera preparazione estiva alle spalle, la situazione si è completamente ribaltata.

Con Allegri appena 2 gol e zero assist in 808 minuti

Nella stagione in corso di svolgimento, sotto la guida di Massimiliano Allegri, Hojlund ha raccolto finora 2 gol e nessun assist in 808 minuti. Significa una partecipazione a una rete ogni 404 minuti, un intervallo superiore di oltre due volte e mezza rispetto ai 151 minuti della passata stagione. Il danese aveva cominciato lasciando intravedere tutt'altro scenario, andando a segno già alla seconda giornata nella sconfitta interna contro il Como. Da quel momento, però, la sua capacità di incidere negli ultimi metri si è progressivamente ridotta, anche nelle partite nelle quali il Napoli è riuscito a trovare la via della rete con maggiore continuità. Il contrasto è ancora più evidente ripensando alle parole pronunciate in estate dallo stesso attaccante, che aveva raccontato di sentirsi più libero all'interno del nuovo sistema e sperava di trasformare quella libertà in un bottino realizzativo ancora più importante. Anche Allegri lo aveva individuato come riferimento offensivo del nuovo Napoli, insistendo proprio sui margini di crescita del danese sotto porta. Dopo le prime settimane di stagione, invece, la tendenza è esattamente opposta.

Hojlund o il sistema di Allegri? Il Napoli deve ritrovare il suo centravanti

A questo punto diventa inevitabile interrogarsi sulle cause: è Hojlund ad aver perso brillantezza oppure è il nuovo sistema a valorizzarne meno le caratteristiche? Il precedente dell'ultima stagione di Allegri al Milan alimenta il dibattito, considerando le difficoltà avute dagli attaccanti di ruolo nel trovare la porta con continuità. E a Napoli il problema non riguarda esclusivamente Hojlund, perché neppure le alternative nel ruolo sono ancora riuscite a sbloccarsi. Con Conte il danese rappresentava il terminale di un gioco pensato per servirlo con continuità, ma era contemporaneamente coinvolto nelle combinazioni e nelle sponde, come certificano proprio gli otto assist. Nel Napoli attuale, invece, capita più spesso di vederlo isolato, lontano dall'area e con meno palloni realmente pericolosi da trasformare in occasioni. Il confronto resta impietoso: 24 contributi in 3.635 minuti contro appena 2 in 808, passando da uno ogni 151 minuti a uno ogni 404. Per una squadra che vuole competere per vincere nell'anno del centenario, recuperare il centravanti della passata stagione non è quindi soltanto una questione individuale: ritrovare il miglior Hojlund è diventata una delle priorità del Napoli di Allegri.

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