Di Francesco non ci sta: “Italia ha qualità, ma serve coraggio con ali e uno contro uno!”
Alla vigilia di Lecce-Atalanta, Eusebio Di Francesco è stato interrogato sulla crisi del calcio italiano, un tema ricorrente nelle conferenze stampa dei tecnici di Serie A. Il tecnico dei salentini ha risposto senza esitazioni: "È un discorso molto ampio, ho sentito parlare tanti, sentendo cose anche che non condivido. Ora però ho altri pensieri rispetto alla Nazionale. Sul calcio italiano, dobbiamo spingere sull'avere maggiore coraggio. Ai miei calciatori dico di non buttare la palla. Dobbiamo essere bravi a impattare in certe partite, credo che in Europa le squadre non manchino in fisicità, anche i giocatori abili nell'uno contro uno hanno forza nelle gambe. Condivido il concetto di mettere giocatori che desiderano l'uno contro uno, ma il coraggio deve partire dal sistema, altrimenti alle prime difficoltà tarpiamo le ali ai giocatori che provano l'uno contro uno. Come facciamo a osare se siamo i primi che denunciano chi cerca il duello uno contro uno? Sento dire tante cose, molte non le condivido, il calcio italiano ha dimostrato di avere qualità. Ci vuole anche un po' di fame in più da parte dei giovani che vogliono arrivare".
La gestione dei giovani e il caso Camarda
Riguardo alla situazione di Camarda, Di Francesco ha spiegato: "Camarda adesso si mette la sciarpa e tifa la squadra allo stadio, è venuto qui per stare al nostro fianco, ci è venuto a trovare all'allenamento. Siamo contenti di averlo con noi, poi vedremo. Non ho sentito la frase di Ambrosini su Camarda. Se il Lecce fa certe scelte c'è un motivo, tutti dovrebbero farsi delle domande e non solo puntare il dito. Io cerco di spronare i ragazzi sul miglioramento. Ma ricordiamoci che l'apprendimento migliore è alla fonte, quando si hanno 12/13 anni, si migliora la tecnica e la coordinazione".






