Allegri, l'ex compagno: "Dopo Conte ambiente è sfinito, lui è l'ideale con i suoi modi"
L'ex calciatore azzurro Raffaele Sergio, intervenuto ai microfoni di Radio Napoli Centrale nel corso di Un Calcio alla Radio, ha parlato di Massimiliano Allegri, suo compagno di squadra al Napoli. Queste le sue dichiarazioni: "Essendo campano, era il mio sogno giocare nel Napoli. Peccato che arrivai alla fine dell'era Ferlaino, non fu un'annata positiva. Fu particolare, ebbi parecchi infortuni. Però fu un'esperienza bellissima, Napoli è una piazza straordinaria. Eravamo arrivati con grandi presupposti, c'era Bianchi come direttore tecnico e Mutti come allenatore. Dovevamo salvarci, però ci sono stati tanti cambi allenatori. Mi infortunai con Mazzone e arrivò Galeone, con tutta un'altra squadra.
Ricordo su Allegri giocatore? Allegri è un uomo perbene, ho ricordi piacevoli. Sempre equilibrato, vero, non si nascondeva dalle mezze bugie.
Quanto è pesante raccogliere l'eredità di Conte? Allegri ha già ereditato la Juventus di Conte, è l'allenatore ideale per il Napoli, in un ambiente "sfinito" dal secondo anno di Conte. La squadra è forte. Max con i suoi modi di fare può essere la persona giusta.
Perché si disperde il talento dei giovani? Le scuole calcio non fanno più le scuole calcio, vogliono i risultati a tutti i costi. Ma invece dovrebbero insegnare tecnica, devono abituare i ragazzi alla sconfitta. Gli investimenti sulle strutture sono pochi. Ai tempi miei si giocava 20 ore a settimana, ora 3-4 ore a settimana. Non parlo dei settori giovanili, tanti in Campania sono stati abbandonati. I club quasi si liberano di un peso dando in gestione i propri settori. Non dimentichiamo che il Napoli Primavera che dovrebbe essere la capofila di questo movimento, è retrocesso in Primavera 2".





