Cagni: “Inter e Napoli hanno gli organici più forti della Serie A. Le altre rincorrono”
Gigi Cagni, ospite della radio di Tuttomercatoweb.com, ha commentato i temi principali della nuova stagione di Serie A, soffermandosi innanzitutto sui nuovi allenatori del campionato. Parole di apprezzamento per Alberto Aquilani e Ignazio Abate: "Ho letto l'intervista di Aquilani. A parte che, siccome aveva Lorieri come allenatore dei portieri a Catanzaro, li ho visti. Mi sono piaciuti moltissimo. È uno che parla chiaro, dice cose semplici: è il gioco che si adatta ai giocatori. Ha già le idee chiare. Quando vedi che una squadra parte in un certo modo e poi fa quello che ha fatto il Catanzaro lo scorso anno, è merito del tecnico. Abate è stato un mio giocatore, è un grande professionista. Era uno di quelli per cui capivi che poteva fare l'allenatore. Credo che il Torino farà un campionato importante con lui, così come il Sassuolo con Aquilani”.
L'ex tecnico ha poi analizzato le gerarchie del campionato: "Come vedo Spalletti? Male, ma non lui. Gestire una situazione di questo tipo è difficile. Hanno grosse difficoltà economiche, sono la Juve, ma servono giocatori da Juve per fare un campionato importante. Sono in costruzione, i tifosi devono avere pazienza. Inter e Napoli hanno gli organici più forti. Le altre rincorrono. Vedremo se si ripeterà la Roma, che credo lo farà, perché Gasperini è una garanzia. Amorim non lo conosco, il Milan è tutto da scoprire. Amorim fa solo un allenamento intenso di un'ora e mezza. Per la mia esperienza partiranno fortissimo, sarà una squadra veloce, rapida, ma non credo durerà tanto. Tu devi costruire qualcosa: quelli che lavorano meno partono forte ma poi…”.
Le critiche a Leao e il giudizio su Vlahovic
Cagni ha poi espresso un giudizio molto severo su Rafa Leao: "A fine campionato ha detto che in sette anni ha dato tutto. Io ho pensato: 'Lascia stare'. La cosa grave è che ci crede. È uno che si è perso, non ha capito cosa vuol dire fare il calciatore. Poteva essere uno che faceva la differenza sempre. Dove vai se non hai regole, princìpi…”.
Infine, un passaggio dedicato a Dusan Vlahovic: "È lo stesso discorso: sempre infortunato, il campo deve parlare. Con un ingaggio così quanti gol ha fatto? Mi piace, ma è il campo a parlare. Io non so cosa farei; se però Spalletti lo chiede, lo conosce lui. Non so se è un grande professionista o altro, se lo vuole vuol dire che vede qualcosa in lui. Devi fare la proporzione rendimento-ingaggio”.


