Fedele: “Allegri è un parafulmine! Ciclo finito! ADL non può più fare il Re Sole”
Antonio Noto
L'ex dirigente Enrico Fedele, intervenuto ai microfoni di "Maracanà", trasmissione della radio di Tuttomercatoweb.com, ha analizzato il momento di crisi del Napoli, individuando nella gestione societaria e nelle ultime campagne acquisti le principali cause delle difficoltà degli azzurri. Secondo Fedele, le responsabilità non possono essere attribuite esclusivamente a Massimiliano Allegri, perché i problemi della squadra sarebbero il risultato di scelte sbagliate negli ultimi anni. “Mi chiedo cosa ci sia da meravigliarsi, sono tre anni che il Napoli sbaglia la campagna acquisti. La squadra da tre anni ha una carenza di gol, perché Hojlund può segnare qualche rete, ma non è un bomber assoluto. Oltretutto manca l'autorevolezza di un dirigente. Andato via Conte, che era un animale da campo e che ha tirato la corda, ci si è reso conto che erano stati spesi duecento milioni e che non si poteva più comprare nessuno. Anche la Lazio però non doveva fare mercato e guardate come sta andando”.
La squadra però è forte.
"Il Napoli aveva degli ottimi giocatori, che però ormai si sono fatti vecchi. Non ce la fanno più, la squadra è logora. Di Lorenzo, Politano e Rrahmani sono invecchiati, mentre Anguissa e McTominay non hanno invece ricevuto garanzie per il rinnovo. Al Napoli ora interessa il quarto posto, ma per raggiungerlo ha un 5% di possibilità. A quel punto, senza Champions League, non ci sarà la possibilità di fare mercato. Il futuro dev'essere rifare tutta la squadra. Le critiche ad Allegri sono solo un parafulmine per i giocatori".
Nonostante tutto però la gestione di Allegri può essere ritenuta insufficiente?
"Napoli è sempre stata la tomba degli allenatori che hanno un curriculum, a cominciare da Ancelotti. Quando c'era lui si diceva che era bollito, così come per Gattuso. Ripeto che il problema è la mancanza di autorevolezza in dirigenza. Manna è un uomo di scouting, formato benissimo in quell'ambito da una figura di Tognozzi. È un ottimo professionista, ma non ha l'autorevolezza per confrontarsi con i giocatori. De Laurentiis deve capire che è finito un ciclo e che il suo modo di essere il Re Sole non ha più senso di esistere".
Passando al Como invece, che cosa si può dire del roboante 1-9 al Lens?
"Fabregas lo avevo consigliato al Napoli due anni fa. Del resto in Sapagna hanno una cultura calcistica diversa dalla nostra. Mi ricordo quando trascorsi quattordici giorni a Barcellona per vedere come venivano allenati i ragazzi. A differenza nostra, dove la prima cosa che si guarda in un ragazzo è l'altezza, lì si ricerca chi sa giocare meglio a pallone. Gli allenatori nelle giovanili inculcavano l'aggressività sul portatore di palla, la triangolazione nello stretto e non potevano suggerire al giocatore la giocata giusta da fare".


